Strategia della Tensione e False Flag

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Ogni momento del corso umano della storia ha il suo lato più nascosto, parallelo alla realtà percepita nella stessa epoca ma fortemente condizionante sia gli eventi che le abitudini della società contemporanea. Questo si verificava nelle antiche poleis greche quanto negli stati moderni ed è sempre in funzione di quella Ragion di Stato dove spesso, in modo così cinicamente macchiavellico, il fine giustifica i mezzi.

Ma la storia che andiamo a narrare non riguarda una nazione veramente indipendente. Parliamo appunto dell’Italia repubblicana, una nazione ufficialmente libera, ma nella realtà semi-dipendente, dove gli interessi del blocco occidentale, specialmente nel periodo della Guerra Fredda, coincidevano più frequentemente con quelli americani più che con quelli del popolo della penisola.

Ed è per compiacenza a volte, che i servi di questo sistema hanno deliberatamente coperto quei settori deviati dello Stato che hanno agito in maniera sovversiva per impedire un processo democratico di avvicinamento alle sinistre europee, poiché si era stabilito nel 1945 a Yalta, che l’Italia dovesse rimanere sotto l’influenza atlantica, così come anche rivelato da lettere desecretate di Winston Churchill ove esplicitamente scrive che l’Italia rimarrà sempre un paese a sovranità limitata (Churchill top secret – Casarrubea 2008).

I FONDI NERI
Ed è in Italia che si combatte più aspramente la Guerra Fredda, ed è probabilmente in Italia che si vince. Qui infatti, dagli anni ’50 agli anni ‘80 è presente il Partito Comunista più forte di tutta l’Europa occidentale, e sempre qui sono presenti gli istituti finanziari più potenti tra coloro che operano in favore della caduta del socialismo. Tra i finanziatori delle operazioni illecite che gli Stati Uniti praticano in tutto il globo, c’è anche Cosa Nostra. E’ lei a fornire molto del denaro con cui la CIA organizza colpi di stato in tutto il mondo, dall’America Latina al Medioriente. Con quei soldi Washington sviluppa zone “occidentalizzate” nel terzo mondo per creare consensi filo americani (come nel caso di Sharm el-Sheik), oppure finanzia i cosiddetti contras che operano nelle nazioni che si sono slegate dal neocolonialismo yankee.

Sorge spontanea una domanda: se la mafia italiana (reinserita in Sicilia ai tempi dello sbarco alleato nel 1943 proprio dagli anglo-americani) è la gallina dalle uova d’oro della CIA, come disse appunto Ciancimino, sarebbe possibile per il governo italiano disfarsene completamente? Oppure quest’ultimo per non incappare nelle ire del padrone d’oltreoceano dovrà cercare di convivere con la mafia?

Scrivevamo che è in Italia che si è vinta la Guerra Fredda. Forse è un’ipotesi audace, di certo non è stato il principale teatro delle operazioni, ma di sicuro è da qui che è partita la “stoccata finale” all’Impero del Male (l’URSS). Gli anni ottanta infatti, significarono per il blocco sovietico una forte crisi economica, accentuata dalla guerra che la Russia combatté nell’Afghanistan per dieci anni, e dal nuovo aumento degli armamenti che i sovietici continuavano ad accumulare.

Approfittando di questa crisi, proprio mentre in America e in Inghilterra si avviava la politica neoliberista di Reagan e della Thatcher con la conseguente massimizzazione dei profitti delle grandi aziende, il vecchio colosso rosso venne attaccato da due lati, il primo in Afghanistan, dove la CIA riversò miliardi di dollari provenienti dei fondi neri (come quelli della mafia siciliana) nelle tasche dei mujaheddin come Osama Bin Laden, e il secondo fu il finanziamento del movimento polacco di Solidarność attraverso le banche cattoliche italiane come il Banco Ambrosiano di Roberto Calvi.

La storia dei fondi neri è resa evidente anche in Italia dallo scandalo che nel 1993 coinvolse gli apparati del SISDE (il servizio segreto della difesa) e alti esponenti dello Stato, costringendo addirittura il Presidente della Repubblica Scalfaro ad un comunicato a reti unificate dove pronunciò il celebre «Io non ci sto!».

OPERAZIONI FALSE FLAG
Ma come operano i servizi e le varie organizzazioni sul campo per attuare quella che è nell’effettivo la strategia del terrore, della paura, si comprende già leggendo i manuali di false flag realizzati dagli statunitensi negli anni ’50 e ’60 per queste unità reclutate nei paesi alleati. Tra questi figura il famoso Field Manual 30-31 firmato dal Gen. Westmoreland (già comandante delle operazioni in Vietnam) che così recita:

«Possono esserci momenti in cui i governi ospiti mostrano passività o indecisione di fronte alla sovversione comunista e, secondo l’interpretazione dei servizi segreti americani, non reagiscono con sufficiente efficacia (…) I servizi segreti dell’esercito degli Stati Uniti devono avere i mezzi per lanciare operazioni speciali che convincano i governi ospiti e l’opinione pubblica della realtà del pericolo insurrezionale. Allo scopo di raggiungere questo obiettivo, i servizi americani devono cercare di infiltrare gli insorti per mezzo di agenti in missione speciale che devono formare gruppi d’azione speciale tra gli elementi più radicali (…).

Nel caso in cui non sia possibile infiltrare con successo tali agenti al vertice dei ribelli, può essere utile strumentalizzare per i propri fini organizzazioni di estrema sinistra per raggiungere gli scopi descritti sopra. (…) Queste operazioni speciali devono rimanere rigorosamente segrete. Solamente le persone che agiscono contro l’insurrezione rivoluzionaria conosceranno il coinvolgimento dell’esercito americano negli affari interni di un paese alleato”. La più importante di queste operazioni prende il nome di “Operazione CHAOS”.»

 Furono costituite organizzazioni segrete in tutti i paesi alleati, facenti capo sia ai servizi segreti dei paesi stessi, sia alla Nato, e in alcuni casi a gruppi di potere occulti come la Loggia P2. Tra le tante ricordiamo Gladio (Stay Behind), Anello, Nuclei di Difesa dello Stato, l’Ufficio Affari Riservati del Viminale, e la Rosa dei Venti.

La strategia della tensione è una tattica che mira a dividere, manipolare e controllare la pubblica opinione usando paura, propaganda, disinformazione, guerra psicologica, agenti provocatori ed azioni terroristiche di tipo false flag. Ed in questo senso sta la chiave: firmare un attentato terroristico con una bandiera che non è la propria. L’esempio di Piazza Fontana (1969) calza a pennello, si sono sfruttati movimenti terroristici di destra implicati con i servizi deviati e per anni si è lasciato credere, con l’aiuto dei media (Bruno Vespa diede la notizia della colpevolezza dell’anarchico Pietro Valpreda, poi scagionato nel 1985) che gli autori fossero di sinistra.
Oppure in altri casi, lasciare briglia sciolta ai terroristi di sinistra, come le Brigate Rosse e i GAP, per manipolare l’opinione pubblica e impedire che lo Stato prendesse una direzione socialista.

COLPI DI STATO
Spesso in Italia il terrore è stato utilizzato da frange deviate delle istituzioni con scopi eversivi, per alterare l’ordinamento costituzionale della Repubblica e istituire una dittatura. Come? Se crei disordine e poi offri la soluzione hai vinto. La quarta dimensione della guerra consiste nella conquista dei cuori e delle menti della popolazione. Se la gente è insicura, è disposta a rinunciare ad alcuni diritti elementari, in cambio di leggi speciali che riportino la tranquillità, oppure è capace di accettare il sovvertimento dello Stato da parte di uomini, magari legati alle forze armate che si insediano al potere in nome dell’ordine. Sono i casi dei golpe tentati nel 1965 (Piano Solo), nel 1970 (Golpe Borghese), e nel 1974 (Golpe Bianco). Per gli Stati Uniti, che nello stesso periodo si nascondevano dietro altri colpi di Stato nel mondo, come quello dei Colonnelli in Grecia o quello di Pinochet in Cile, l’Italia non rappresentava solo un baluardo sulla cosiddetta soglia di Gorizia, ma era anche un’importante tappa del petrolio che dal mediterraneo passava nei mercati europei (e che tramite l’ENI faceva concorrenza alle “sette sorelle” anche con l’aiuto dell’arcinemico degli americani, Gheddafi)

CONCLUSIONI
La strategia della tensione ha lasciato in Italia una serie di stragi e di omicidi con una lunga lista di vittime, più o meno eccellenti. Non è mai riuscita nei pieni obiettivi prefissati e fu in parte abbandonata con la metà degli anni ottanta, anche se riuscì ad impedire che gli italiani optassero per avere governi di sinistra. Il caso più drammatico forse, non fu la strage di Bologna (85 morti) ma il rapimento e l’omicidio Moro, dove la vittima stava portando il PCI ad una coalizione di governo che sarebbe stata devastante per la NATO. La più tragica perché si vide chiaramente il lato più oscuro del potere che dietro le quinte opera in Italia secondo i dettami statunitensi.
Oggi, la strategia della tensione si è evoluta: è diventata maggiormente mediatica (forte enfasi ed emotività alle notizie di cronaca nera), e l’attività d’infiltrazione è rivolta a tutte le associazioni che attuano manifestazioni, che vengono così alterate acuendo gli scontri di piazza e rendendo impopolari le proteste stesse che il più delle volte sono legittime.

Quindi, non più bombe, ma la diffusione della paura continua. Anzi, il posto dei servizi segreti spesso viene occupato dalle oligarchie finanziarie che, tramite i media, fanno pressione sull’opinione pubblica che viene a cozzare con le istituzioni, e spesso chiede a gran forza l’applicazione di norme e la regolarizzazione di abitudini imposte alla società di massa dal fenomeno della globalizzazione.

Alberto Fossadri

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Fonti:
–     http://www.misteriditalia.com/
–      Il Quarto Livello (Torrealta)
–      Field Manual 30-31
–      http://casarrubea.wordpress.com/
–      http://it.wikipedia.org/wiki/Strategia_della_tensione
–      http://www.archivio900.it/it/articoli/art.aspx?id=6891
–      http://it.wikipedia.org/wiki/Piano_Solo

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