La Crisi dell’Umanità

L’essere umano vive oggi una grossa crisi d’identità, alimentata da un sistema occidentale subdolo e perverso, che ha lavorato strisciante, per il proprio obiettivo di distruzione della capacità personale e quindi collettiva di progredire. Nei decenni passati, nascosto dietro apparenti maschere sorridenti, che hanno fatto delle più svariate libertà individuali il loro rassicurante biglietto da visita, l’élite mondiale ha gradualmente avvicinato l’essere umano ad una condizione tipicamente animale; fatta d‘istinti e individualismo sfrenato, ha abbandonato la capacità di ragionare, sognare e percorrere i propri obiettivi.
Una manovra ben pianificata che la nebbia creata dal boom economico e dal consumismo materiale sfrenato, ha favorito nel suo progressivo insediamento, lasciando un estremo senso di vuoto e perdizione nei singoli individui, incapaci oggi di ragionare e agire per un senso collettivo di appartenenza al genere umano.
Declinata a taluni o talaltri, a questa o a quella determinata situazione, il palleggio delle responsabilità di questo senso di perdizione, non fa capire che sotto assedio è l’essere umano, la sua capacità di ragionare e la capacità di poter sognare il proprio progresso collettivo. Il nemico che l’élite dominante del sistema occidentale, e quindi mondiale, ha messo sotto scacco, non è uno stato o un determinato popolo sulla terra, bensì, l’intera capacità collettiva di sognare per l’umanità intera. Le capacità dell’essere umano, l’immensa potenzialità del suo cervello, che nella millenaria storia si sono rivelate le uniche risorse inesauribili, oggi, cercano di essere definitivamente spente o terribilmente alterate. Lo sviluppo è sempre stato possibile grazie alle capacità pratiche dell’essere umano di trasformare in reale, ciò che il potenziale immaginario collettivo poteva sognare e la diversità di sogni e capacità, presenti sul pianeta, il motore di un’evoluzione collettiva in tutti i settori della vita. Proprio queste diversità di obiettivi e di sviluppo delle proprie capacità a raggiungerli, hanno permesso ai popoli per millenni di fare da trampolino di lancio verso un futuro migliore; quando popoli geograficamente e culturalmente diversi venivano a contatto, seppur nel passato in maniera belligerante, portarono con sé le scoperte che potessero migliorare la propria condizione e conoscenza.
Come scoprì il filosofo Tedesco Hegel, lo sviluppo storico mondiale varia in base alla condizione naturale nella quale, storicamente e geograficamente, un singolo individuo e quindi una collettività si trovano e si sviluppano. Così persone simili in ambienti diversi hanno sviluppato curiosità e capacità diverse, formando culture di base diverse. L’interscambio e la cooperazione tra esseri umani diversi per fini comuni, crea un ventaglio praticamente illimitato di campi per lo sviluppo dell’intera umanità.
Dopo millenni di soprusi, tentativi di dominio delle libertà e negazione dei diritti umani, sempre storicamente imposti tramite la forza, puntualmente l’essere umano si è fatto collettività ed ha reagito; lo sviluppo umano ha subito bruschi rallentamenti, mai però, ha dato la sensazione di volersi fermare ed affievolire nella coscienza collettiva quanto oggi.
Negli ultimi decenni la strategia è cambiata ed il bersaglio non son più le libertà personali, ma il senso di collettività e la capacità umana di sentirsi tale e poter sognare il proprio futuro. Il nuovo metodo ha funzionato e continua tutt’oggi, il suo inarrestabile e perverso percorso di distruzione.
La prima fase ha consistito nel vecchio sistema di frazionamento (divide et impera) del senso di collettività; creare ed isolare una moltitudine di sottoinsiemi, messi in conflitto fra loro, che per mezzo secolo ci hanno diviso ad ultras dell’una o dell’altra fazione di pensiero, sia economico, che politico o sociale. Siamo stati nel frattempo racchiusi dentro al pensiero unico, un cerchio che chiunque volesse oltrepassare si vedeva subito etichettato come “estremista” dell’una o dell’altra fazione di pensiero. Una circonferenza, o gabbia, dall’ampio raggio, che apparentemente poteva sembrare il tutto, ed invece, ha fatto da prigione a tutti, o quasi tutti.
Abbiamo tifato per il bianco o il nero, per il si o per il no, e dell’altro essere umano ne abbiamo fatto un avversario con il quale scontrarci; nasce così in questo contesto la prima divisione della collettività in tanti piccoli “Noi” apparentemente opposti, preambolo alla nascita della società dell'”Io” moderna. Decenni di libertà personali spinte in qualsivoglia direzione, spacciate a conquiste purché nel limite delle libertà personali di altrui singolo individuo, sono il terreno fertile alla nascita dell’uomo “Io”, che ha calpestato in ogni angolo del pianeta occidentalizzato, le tradizioni millenarie e le regole e leggi morali di buon senso, formatosi in senso collettivo e comunitario che hanno dato vita a culture diverse e straordinarie, come ad esempio in Europa culla della civiltà e delle più grandi scoperte per il genere umano, tutto.
In queste nuove società senza identità e dove regna sovrana la cultura dell’ “Io”, si disgrega quel senso di comunità che ha fatto da fortezza ai più beceri e violenti attacchi che l’essere umano ha dovuto subire dalla notte dei tempi, ne è stata anche la forza per rialzarsi da qualunque situazione e condizione, per cambiare le proprie sorti di oppresso verso un miglioramento della propria situazione collettiva. Non la libertà individuale di poter dire o fare ciò che si vuole ha mai cambiato la storia e favorito il miglioramento ed il progresso, ma il senso di comune d’oppressione che forma una collettività d’intenti, dà la capacità e la forza di poter sognare e raggiungere la libertà per tutti e non per se stessi.

Ma tutto questo può bastare a sconfiggere l’essere umano e fermare il suo sviluppo? No, e lo sanno benissimo quei rappresentanti dell’élite dominante. In qualche angolo remoto un cervello libero può cambiare le sorti dell’umanità con un’idea, un sogno che diventa comune e la storia è prodiga di esempi; da Platone a Leonardo, da Einstein a Martin Luther King, una mente libera può sognare fuori da quella circonferenza e rovinare i piani all’élite dominante. Così si è sviluppata un’altra fase di oppressione strisciante che mira ad avvicinare l’essere umano a ragionare come se fosse solo un animale. Nasce la società dell’individuo “Io Animale”, che alla razionalità, alla capacità critica di valutazione e riflessione, viene spinto verso l’ascolto dell’istinto.
Mentre l’essere umano è l’unica forma di vita in grado di capire, utilizzare e modificare la natura, gli animali la subiscono o al massimo possono mutare se stessi, per far fronte alle forze esterne. L’animale sceglie con l’istinto le varie soluzioni da prendere nel corso della sua esistenza e sono la fame, la paura o le abitudini le varie sensazioni a cui l’istinto da risposta; l’essere umano a differenza, è in grado di capire e l’istinto dovrebbe essere, solamente, una primordiale sensazione, che la ragione, potrebbe schiacciare ed eliminare se irrazionale.
Come viene spinto l’essere umano alla condizione animale? I metodi sono diversi e ben visibili nella nostra società, sempre mascherati dietro finti obiettivi e ben variegati per forme e colori, si presentano in vari settori; cosi ben progettati che sembrano dare la possibilità di poter scegliere anche il contrario, ma sempre creati per restare all’interno di quella gabbia da cui l’umanità non sembra più voler uscire e addirittura non vederne neanche più il limite. La vita politica e sociale mette l’essere umano di fronte a determinate scelte frutto di mutevoli condizioni, fatti e situazioni venutesi a creare, alle quali servono risposte e programmi per essere affrontate. Qualcuno però ci ha rubato il tempo per farlo. Viviamo in una società frenetica, che tralascia volontariamente di affrontare situazioni, fino a farle diventare emergenze, alle quali servono poi, veloci decisioni. Non essendo più in grado di pensare in maniera collettiva, ma bensì individuale, il tempo non è più risorsa inesauribile, e quindi, mette di fronte a scelte veloci, tralasciando i caratteri principali di come una scelta dovrebbe essere presa da un essere ragionante. L’individuo “Io” non ha tempo per conoscere un fatto o una situazione venutasi a creare, sia essa reale o inventata, non ne studia le reali cause, ne le conseguenze evidenti e possibili future. La scelta deve essere veloce e ci si trova a “tifare” per soluzioni apparentemente diverse, o realmente diverse, ma preconfezionate per restare nella solita gabbia, che, ne risolvono ne rispondono realmente a nessun fatto o condizione. In questo contesto frenetico e di continua emergenza, vera o falsa, l’individuo “Io” chiede risposte immediate per se stesso e non perde tempo a capire e programmare un intervento ragionato per l’umanità; ecco che vince la soluzione d’istinto. Chi è più bravo a creare le sensazioni di paura, rabbia, felicità o altro, attira verso di se i clamori di tanti individui “Io” e la sua risposta sarà quella presa per vera e giusta.

Un’altra “fede” che fa spinta sulle sensazioni e che avvicina l’uomo all’animale è l’ecologismo; oggi diventata una vera e propria religione è senza dubbio la più sviluppata e spinta tra le tutte le mascherine che l’élite controlla e utilizza contro l’umanità. Hanno abituato a pensare che l’essere umano è causa di tutti i mali del pianeta, sia essi veri o inventati, e che il suo sviluppo ed il progresso sono cancri per la natura ed il proseguo della civiltà. Il loro suggerimento quindi è spingere verso un modello di decrescita e risparmio energetico che sono la mascherina apparentemente all’umanità sorridente, ma che nasconde la volontà dell’élite di adeguarci ai ritmi della natura come animali al fine di fermare il progresso. Questo ecologismo, che nulla ha a che fare con il buon senso ed il rispetto della natura, che peraltro è nato prima dell’ecologismo dalla semplice razionalità delle comunità per il bene collettivo, ma si basa su un semplice concetto di scarsità di risorse, che stupra e umilia il cervello di qualunque essere umano razionale, le sue capacità e le sue qualità. Se l’essere umano preistorico si fosse fermato di fronte alla scarsità delle risorse a lui note in quel determinato periodo, mai sarebbe andato sulla luna e probabilmente mai sarebbe uscito dalla sua caverna. Sostenere che il limite allo sviluppo umano sia un pianeta di risorse finito è un pensiero puramente animale, perché tralascia la risorsa inesauribile che ci ha permesso di passare dalla caverna alla luna: l’Essere Umano.

Un’altra mascherina che l’essere umano incontra sempre più spesso e che nasconde dietro di sé la solita élite, è quella del costo/debito. Oggi probabilmente la più in voga, serve a spiegare come qualunque attività umana sia impossibilitata addirittura a nascere, perché grava già di un costo o debito prima che si realizzi. Come se improvvisamente qualunque capacità, idea o sogno già in grembo nascano con intrinseco un debito, la ricerca un costo, la salute un costo, la cultura platoneun costo e la nascita di un nuovo essere umano una bocca in più da sfamare. All’umanità quindi sfugge il concetto di cosa sia un investimento, se tutto è un costo, così che l’uomo si abitui a non sognare, a non sviluppare capacità. Oggi è ben visibile questa situazione nell’attività lavorativa, sempre più spesso il lavoratore è meno qualificato, il lavoro meno qualificato e qualificante e l’unico interesse è il minor costo, invece che la maggior capacità.

La più grave crisi dell’umanità è la sua incapacità di riconoscersi come tale, di sognare, per se stessa, qualcosa di migliore da rincorrere; una qualunque utopia che le sue capacità prima o poi raggiungeranno e poter mettere un’asticella ancora più in la, per una nuova utopia da inseguire; non per sé ma per l’umanità. Così si creano i sogni e si da un volto al futuro.

Piantoni Matteo

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