Serve ancora la democrazia?

Il 2016 è terminato lasciandoci con l’amaro in bocca a causa della brutalità delle guerre e degli attentati terroristici compiuti, dell’insensatezza dei muri, della (perenne) fragilità dell’economia e dell’Europa ma forse – soprattutto – per lo sbigottimento che ci hanno procurato diversi risultati elettorali. Stranamente il popolo, cui appartiene la sovranità, ha “sbagliato” in diverse occasioni: dall’elezione di Donald Trump o Rodrigo Duterte nelle Filippine fino alla Brexit, passando per la bocciatura dell’accordo di pace siglato dal governo colombiano con le Farc.

brexit-1024x578

A questo punto dobbiamo porci una domanda molto scomoda: se la democrazia “sbaglia”, ci serve ancora? Ha ancora senso o è superata? E’ certamente molto forte tra noi democratici e progressisti la tensione a giungere alla conclusione che, in fondo, la democrazia (di massa) si sia esaurita e si debba andare nella direzione di una democrazia d’élite nella quale possano esprimersi solo i cittadini colti, razionali, responsabili e bene informati.

Dobbiamo sempre tenere presente, tuttavia, che il voto dato alle forze antisistema esprime – pur nella sua irresponsabilità – un segnale di insoddisfazione o sofferenza nei confronti della propria situazione. Non vanno inoltre messi sullo stesso piano i populismi di sinistra, che possono giocare un ruolo cruciale nell’avanzamento della società e nel “puntellamento” della democrazia, coi nazional-populismi dell’estrema destra che costituiscono un grave problema alla stabilità democratica.

Cosa fare allora? E’ chiaro che se il problema consiste nella pericolosità di lasciare decidere chi non ha la cultura per farlo e non è possibile tuttavia impedirglielo, l’unica strada percorribile è quella di un continuo e sempre maggiore proliferare della cultura che investa e rianimi tutti gli strati della società ed infonda quello che Don Sturzo avrebbe chiamato il “soffio etico-religioso” affinché ogni scelta, a partire dalle elezioni, vada nella direzione del Bene Comune.

P.S. Cosa intendiamo per democrazia? Certo non ci basta il suo significato puramente formale o procedurale, che si concretizza nel meccanismo elettorale. Vogliamo invece una democrazia sostanziale, che è in primo luogo uguaglianza e giustizia.

Francesco Berardi

Stampa italiana leccapiedi del SIONISMO

Il giornalismo italiano, o almeno gran parte di esso, è costruito sulla menzogna. Ed è forse la situazione attuale in Terra Santa che lo dimostra, che dimostra una stampa italiana completamente sbilanciata a favore di Israele, che non offre spazi a intellettuali contrari a questa logica se non per sbeffeggiarli e ridicolizzarli (perchè quando non hai argomenti a tuo favore, per annullare chi la pensa diversamente devi usare la satira e l’ironia basata sui luoghi comuni, com’è stato fatto con l’ex parlamentare Vattimo).

Per secoli ebrei e arabi hanno convissuto nella terra dei Patriarchi pressoché in una convivenza pacifica, non senza problemi e scontri, ma comunque senza che una parte opprimesse l’altra. L’arrivo degli ebrei europei dopo la seconda guerra mondiale e la creazione di uno stato ebraico hanno dato inizio alla vera divisione: agli ebrei (in minoranza demografica) fu dato gran parte del territorio, e agli arabi la parte residua. ne seguirono diversi conflitti che hanno costretto il popolo palestinese a vivere in piccoli lembi di terra, senza poter essere riconosciuti a livello internazionale come Stato, questo perché Israele occupa parte di questo territorio e se la comunità internazionale dovesse riconoscere lo stato Palestinese agli ebrei toccherebbe abbandonare le terre che occupano ma che non sono loro!

Così questi palestinesi vivono in paesi separati gli uni dagli altri da presidi militari Israeliani, per passare da un paese ad un altro per vari motivi: farsi visitare da un medico; fare acquisti; trovare parenti; ci si trova costretti a continui controlli da parte di militari di un altro paese, spesso ostili, che non si fanno scrupoli di arrestare bambini di appena 11 anni per il solo motivo di aver sventolato la bandiera palestinese. Questo popolo si trova ricattato con l’acqua, separato da muraglioni; nella striscia di Gaza non hanno nemmeno la totale libertà di pescare nel proprio mare… La Palestina è de facto un enorme lager a cielo aperto.

Palestina-Israele

Trovo inconcepibile e assurdo l’utilizzo smodato che si fa della tragedia della Shoah per giustificare le malefatte del governo Israeliano. E’ il peggior modo per ricordare le vittime del nazismo, e mi ripugna che il Ministro Mogherini sia andata al memoriale dell’Olocausto a Gerusalemme, per ricordare i bambini morti nei lager tedeschi per dare manforte al grande impegno mediatico a sostegno di Israele, proprio mentre dall’altra parte del paese i raid israeliani colpivano con le loro bombe “intelligenti” un orfanotrofio… i bambini palestinesi valgono forse meno? Se la risposta è si, allora non c’è dubbio: stiamo sostenendo una tesi razzista ed omicida.
Mi ripugna anche l’ignoranza che si trasmette ai telespettatori, Vattimo per fare l’esempio più recente, è stato accusato di antisemitismo perchè sosteneva Hamas contro gli ebrei. Poveri pennivendoli cretini… giusto per informazione, gli ebrei giunti dall’europa, sono di fatto europei, discendenti di quegli ebrei deportati dai romani nel 70 d.C. e mischiati per duemila anni con le popolazioni europee, quindi sono di fatto un popolo indoeuropeo. I palestinesi invece… sono effettivamente una popolazione semitica (che significa originario della penisola arabica). Dunque è un paradosso, chi sostiene Israele potrebbe essere accusato di antisemitismo e non viceversa!

Per la stampa daltronde, troppo occupata a servire i loro finanziatori più che il popolo, ha il solo obiettivo di creare confusione, di sviare la realtà. Per cui ci fanno credere che l’anno prossimo la crisi sarà finita, che i russi sono cattivi e gli americani buoni. E quindi mentono su quello che è un paese allo stremo, la cui reazione è una logica conseguenza della vita a cui sono costretti. Se viveste come i palestinesi, probabilmente ora sareste i primi a fabbricare un razzo qassam. Non ho mai sostenuto una risposta violenta, ma è logico pensare che se picchi dieci persone con il bastone, forse non tutte saranno disposte a porti l’altra guancia…
Il fatto reale, che le TV comunque faticano a tenere nascosto, è che una guerra dove solo i palestinesi muoiono potrebbe essere equiparata alla parola genocidio, esattamente come i serbi fecero ai kosovari. Perchè in Kosovo (dove avevamo interessi economici e politici) questa strage veniva chiamata “pulizia etnica” e in Palestina lo stesso concetto non è applicabile? Per via del terrorismo? Andiamo… sappiamo tutti che la risposta peggiore che si può dare al terrorismo è l’occupazione militare e il bombardamento indiscriminato. Un esempio europeo? Il Bloody Sunday di Belfast, in Irlanda del Nord, quando l’esercito britannico sparò su una manifestazione di indipendentisti uccidendo ragazzini e vecchi. Mai più di allora l’IRA ebbe gioco facile ad arruolare nuovi adepti, e così per molti anni l’organizzazione terroristica irlandese spadroneggiò in quella che sembrava più una guerra civile.
Lo stesso vale per Hamas, pensate che dopo aver distrutto case e aver ucciso civili inermi Hamas si sia indebolito? No, il contrario! Ma se siete seguaci della logica della rappresaglia, della legge del taglione, allora dimostra quanto sia evoluta questa nostra “civiltà”. Il terrorismo continuerà ad esistere fino a quando i palestinesi non saranno in grado di poter decidere da soli cosa fare delle loro vite e delle loro terre. In Italia i partigiani hanno forse fatto diversamente?!

La parola poco usata dai mezzi di comunicazione (per paura che potreste informarvi al riguardo) è SIONISMO. Il sionismo è di fatto un nazionalismo ebraico che non ha nulla a che vedere con la religione, e non è differente dai vari nazionalismi europei (da cui nacquero appunto il Nazionalsocialismo e il Fascismo). La disonestà intellettuale dei “divulgatori di falsità” italiani impedisce alla gente di venire a contatto con quelle realtà che dall’interno del mondo ebraico lottano il sionismo e vorrebbero maggiori libertà per il popolo palestinese. Neturei Karta è un gruppo di ebrei ultra-ortodossi, residenti nel quartiere di Mea Shearim a Gerusalemme, che considerano il sionismo una distorsione della vera natura ebraica. Il rabbino Meir Hirsch, attuale leader del gruppo, da anni si oppone all’occupazione dei territori palestinesi, intrattenendo rapporti stretti con i nemici storici diIsraele: Ahmadinejad, Hezbollah e Hamas.

Neturei Karta

Vi sono anche grandi intellettuali che si oppongono al sionismo, Zeev Sternell per esempio, professure all’università di Gerusalemme, uno dei massimi storici ed esperti mondiali del fascismo italiano, che perse la madre e la sorella a causa dei nazisti (è un ebreo di origine polacca), è un grande sostenitore dell’antisionismo ed è stato nel mirino di un attentato contro la sua persona per questo. Ilan Pappé, storico israeliano, ha sostenuto che durante la Nakba (1947-48) le autorità ebraiche agli ordini di Ben Gurion praticarono una vera e propria pulizia etnica sistematicamente pianificata che portò all’espulsione di circa ottocentomila profughi palestinesi. E ancora, il giornalista Michel Warschawski che nel 1982, quando il governo Israeliano permise il massacro dei palestinesi di Sabra e Chatila da parte delle milizie cristiano-maronite (fra 762 e 3.500 morti), riuscì a condurre in piazza 400 mila concittadini israeliani per manifestare il loro dissenso, e poco dopo fond’ò l’Alternative Information Center (Aic), per combattere la disinformazione israeliana nei confronti dei palestinesi. Un altro nome eccellente da raffigurare nella schiera degli antisionisti è Noam Chomsky, americano di una famiglia ebraica riconosciuto come il più grande sociologo del mondo. Secondo Chomsky l’occidente, e i sionisti ebrei, ricorrono la logica della conquista come mezzo per portare la civiltà ai barbari, esattamente come fecero gli americani con i nativi. La cosa più mostruosa è proprio questa: siamo sicuri che dobbiamo esportare il nostro modello di civiltà nel resto del mondo perchè questo è (dal nostro punto di vista) l’unico modo decente per vivere… E’ questa arroganza che fa di noi degli esseri volgari. Sottolineiamo che quelle popolazioni sono contro gli omosessuali, sono per la sharia, e ci arroghiamo il diritto di dovergli insegnare cos’è la civiltà. Devono essere i palestinesi a determinare il loro corso, e chissà, se magari non sia un semplice contadino palestinese ad insegnare qualcosa a personaggi culturalmente squallidi come i conduttori de La Zanzara.

Alberto Fossadri

POTREBBERO INTERESSARTI:
– Le guerre dell’oppio e l’imperialismo britannico
– Obiettivo: distruggere la famiglia
– La Crisi dell’Umanità
– Una visione controcorrente