Vince TRUMP: dovremmo festeggiare!

Non sono di certo un sostenitore di questo personaggio borioso e razzista, ma ritengo che guardando il fatto cinicamente da europei avremmo di che essere soddisfatti, almeno per ora.

Il ragionamento che sto per fare non tiene minimamente conto delle ripercussioni di questa elezione sui cittadini americani o su chi vive o intende trasferirsi negli Stati Uniti. Questo mio approccio potrebbe essere criticabile, ed ammetto che è valido solo con un certo cinismo. Trattandosi però di geopolitica, preferisco lasciare ad altri le opinioni di politica interna e diritti civili. Metto quindi una sorta di paraocchi e cerco di affrontare il tema puramente dal punto di vista di un cittadino europeo.

L’ISOLAZIONISMO AMERICANO CI SALVERÀ

Se Trump adotterà una politica estera vicina a quanto ha auspicato in campagna elettorale, potrebbe avviare una politica abbandonata anni fa dai successori di Roosevelt. Dalla guerra del Vietnam, la politica estera americana è stata quella del poliziotto di quartiere che intende far rispettare le regole del libero mercato anche a costo di usare la forza.

dddddSono finiti i tempi in cui un’Europa instabile e divisa tra governi fascisti, socialisti e liberali, chiedeva un intervento politico (e poi militare)
delle stelle e strisce. Ora accade esattamente l’opposto: un’Europa politicamente stabile ritrova instabilità anche dal crescente antiamericanismo. Insomma, da noi l’America mette il naso un po’ dappertutto e comincia a dar fastidio a tutti. L’antipolitica emerge anche dalla presa di coscienza dei cittadini europei che vedono i nostri governi appiattirsi di fronte alle esigenze d’oltreoceano.
Una politica più chiusa in se stessa da parte del colosso americano, potrebbe favorire la nostra tranquillità. Altrimenti continueremo a subire indirettamente le scelte degli Stati Uniti. Pensandola come Don Camillo, se c’è una corazzata in uno stagno, appena questa si muove scatta l’agitazione di tutte le paperelle.

Ad esempio, si è appreso che la Clinton è stata una delle figure responsabili della catastrofe libica. A causa di questi giochetti abbiamo l’Isis sulla sponda opposta del canale di Sicilia, abbiamo perduto buona parte del controllo di petrolio libico che gestiva l’ENI, e siamo costretti a subire un’ondata migratoria senza precedenti. Se Trump non starà a queste regole non può che farci un favore.

LA QUESTIONE RUSSA

Il Tycoon ha espresso più volte il suo punto di vista sul colosso post-sovietico, ed è stato chiaro nella sua ricerca di una partnership. Ora, sfido chiunque a dire che la Russia sia un paese democratico perchè è chiaro che non lo è, ma spesso anche col vicino che non ci piace dobbiamo scendere a compromessi (gli accordi Berlusconi-Gheddafi fanno da esempio).
Se finalmente si smettesse di usare la Russia come spauracchio fantomatico da “impero del male”, eviteremo di ripiombare nella guerra fredda, e forse noi europei saremo più liberi di scegliere la politica estera che più ci aggrada.
Senza i padroni americani che tuonano “Attenti all’orso russo”, forse anche i nostri politici non saranno costretti a fingere che esista questo pericolo.

Chissà, se Trump mettesse realmente in discussione le alleanze, e magari combinasse qualche disastro, qualche governo coraggioso potrebbe addirittura mettere in discussione la partecipazione alla NATO.

LA TRISTE VERITÀ… 

Queste sono delle eventualità ma sono sinceramente molto scettico sull’evolversi della faccenda. Mi spiego. La “paura” dei russi, è uno dei principali catalizzatori che permette al “complesso militar-industriale” americano di esistere. Questa commistione di interessi è il principale motore dell’economia americana, e indirettamente è la fonte della politica estera degli USA (insieme all’approvvigionamento energetico).
Dubito che permettano ad un presidente di stravolgere questi complessi meccanismi. A maggior ragione Trump non controlla completamente il suo partito, e il Congresso in queste operazioni è sempre determinante.

Abbiamo visto che Obama credeva realmente al controllo delle armi come alla sanità pubblica, eppure in otto anni di mandato non è riuscito a scalfire la condizione reale di questi problemi. La realtà è che esistono sistemi di potere che impediscono anche al presidente più determinato di cambiare le cose.

In conclusione penso che difficilmente Trump potrà isolare l’America, sebbene è quello in cui noi tutti dovremmo sperare… al cane rabbioso va messa la catena.

Alberto Fossadri

Post-STORIA, il futuro in BIANCO e NERO

La geopolitica internazionale segue l’evoluzione storica tracciata dalla televisione, ma lo fa in senso contrario ad essa; pochi canali in bianco e nero sono il segno di un tempo passato,che solo le generazioni non più giovanissime possono ricordare, per arrivare ai giorni nostri dove una moltitudine di canali a colori esprimono svariati contenuti.
La storia degli eventi geopolitici che si sta delineando percorre simbolicamente questo tracciato, ma in senso opposto.

Le parti in gioco

Quella che oggi sembra essere una seconda “guerra fredda”, cioè la situazione di tensione continua tra un blocco occidentale capeggiato dagli Stati Uniti e la Russia sulle questioni internazionali, non è altro che il frutto di una visione diversa del mondo, del futuro da tracciare e da percorrere per i prossimi decenni.
Da una parte l’occidente del modello “libertino”, dell’economia globale, per la cancellazione dell’identita’, delle sovranità, delle tradizioni e dell’etica; un occidente che mette a valore unico le comodità tecniche e un’inappellabile modernità materiale. Non più modello da inseguire per il resto del mondo ma macchina da guerra colonizzatrice, che impone la propria legge in campo culturale ed economico al resto del pianeta. Seppur più vasto e popolato, lo sta trascinando in una pericolosa avventura in mare aperto, nonostante gli evidenti scricchiolii ed il continuo imbarcare acqua della propria nave, che sempre più velocemente si sta inabissando. L’occidente, che stringe tra le mani bandiera di libertà, non lascia il diritto al resto del pianeta di organizzare una visione del futuro diversa dalla propria, basata sulle proprie tradizioni culturali, religiose, etiche; non permette di perseguire la missione storica dei vari popoli, ne di organizzare i propri modelli economici, giuridici, sociali, tecnologici ne politici.
L’occidente che vuole imporre un modello unico, universale, non è altro che un fenomeno locale sul pianeta ed i suoi tentativi di imposizione, si scontrano inevitabilmente con altre civiltà e culture; così nascono, quelle situazioni di tensione che non sempre finiscono con una “guerra fredda”.
Dall’altra parte non più l’Unione Sovietica, come nel passato, ma la Russia.
Un paese multiculturale che nega le pretese universali di un mondo globale occidentalizzato, che propone una visione multipolare, dove una varietà di culture libere di organizzare come meglio credono e con i propri mezzi, il loro futuro e sviluppo, tracciano obiettivi e delineano le proprie direzioni. Una nazione che crede nella cooperazione e nella solidarietà come punti d’incontro tra nazioni sovrane cultutralmente diverse, ma che vogliono raggiungere obiettivi condivisi. Non più l’Unione Sovietica, che imponeva anch’essa un modello unico, seppur in netto contrasto con quello occidentale, ma un modello semplicemente diverso che non può considerarsi, come in passato, anti-occidentale.
La russia infatti ha fatto pendolo tra un modello occidentalizzato e un proprio modello, che gli ha permesso di tornare alla ribalta tra le potenze mondiali raggiungendo un alto livello economico, militare e di aver ritrovato un peso specifico importante a livello geopolitico, visto che, si è delineata come paese leader per un blocco alternativo a quello capeggiato dagli Stati Uniti, per molti paesi asiatici, sudamericani e balcani che la vedono come primo affidale partner ed alleato.

Cosa succederà?

Con delle premesse di questo tipo, dove le parti contrapposte si trovano in continuo disaccordo sulle questioni internazionali e dove spesso una parte punta il dito contro l’altra, si può capire che un confronto sia imminente e che seppur rimandabile, prima o poi si dovrà affrontare. Chi il confronto oggi non lo può sostenere, è senza dubbio la Russia, per questo continua il suo pendolo di sfrenata occidentalizzazione alternata a decisioni e momenti di completa anti-occidentalizzazione.
Oggi la Russia, per potersi porre a modello alternativo necessita ancora di tempo per costruire una via propria da percorrere su solide basi di specificità morale, di giustizia, di religione e tradizione, che comunismo, post-comunismo e le sirene libertine occidentali degli anni passati avevano distrutto. La Russia deve ricostruire il proprio senso storico di nazione, ritornare anello unico di 2 mondi straordinari e completamente diversi, quali l’Europa e L’estremo Oriente. L’alternanza di scelte economiche e politiche che oscillano tra occidentalizzazione sfrenata e anti-occidentalizzazione sono il metodo, che il governo russo sta attuando da anni per cercare di guadagnare tempo, prima del confronto.
L’occidente da parte sua, oggi, può dirsi già pronto al confronto e si sta spingendo ad accelerare i tempi aumentando le tensioni, minacciando sempre più spesso di portare il mondo verso il baratro di una nuova guerra mondiale, ma qualcosa le impedisce di fare il passo decisivo limitando a continue e pericolose provocazioni e scaramucce la propria azione.putin-obama

Chi impedisce il confronto

Un possibile confronto tra questi blocchi porterebbe l’intero pianeta nel baratro di una nuova guerra mondiale le cui conseguenze avrebbero ritorsioni per un lunghissimo tempo sull’umanità. Nessun angolo del pianeta, nessuna nazione, potrebbe non subire direttamente o indirettamente questa situazione, tantomeno la Cina e l’Europa.
Cosi lontane e così diverse Europa e Cina si trovano ad essere, da anni, gli aghi della bilancia di una situazione che potrebbe cambiare il corso della storia.
Si spiegano così, da entrambe gli schieramenti, i continui “paternariati ed abbracci” per una e per l’altra parte seppur con metodi diversi. L’occidente che colonizza distruggendo gli stati nazionali imponendone la propria economia, cultura e dipendenza; dall’altra la cooperazione, i trattati e gli accordi commerciali che legano le nazioni alla Russia per comuni interessi.
La Cina si è legata negli ultimi anni ed è divenuto partner fondamentale della Russia, ha un’economia in forte espansione e scongiura un confronto tra i blocchi con i quali ha vantaggiosi rapporti economico commerciali. L’Europa che vive una situazione completamente diversa dal punto di vista economico è semplicemente troppo fresca per un’altra guerra, ed ancora fortunatamente, troppo diversa nonostante il progetto di unificazione in atto, per poter essere manipolata come un unico stato alleato.

Conclusione

A breve il percorso inesorabile della crisi economica e della globalizzazione, che l’occidente non accenna a fermare ed a cui non vuol rinunciare, accellera quel processo di avvicinamento ad un confronto inevitabile, tanto quanto l’atteggiamento pendolante della Russia prima o poi dovrà cessare, per capire a quale futuro vuole legarsi, se a quello dell’occidente o ad uno proprio. Europa e Cina sono chiamate nel frattempo a scegliere di schierarsi a favore della Storia o a dar vita alla Post-Storia.
La prima iniziata secoli fa, dove le diverse culture ed i vari popoli hanno portato un mondo a colori, ricco di varietà culturali, scoperte tecnologiche e scentifiche; l’altra, che ha già portato una parte del mondo alla standardizzazione, alla distruzione dell’etica, della morale e delle culture, per la creazione di un mondo in bianco e nero universalmente monocromatico e in grave crisi identitaria.

Opinione dell’autore

Europa Alzati!
Perde il senso dell’equilibrio,
colui che poggia i piedi sull’instabile terreno degli istinti.

Matteo Piantoni

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