Il Razzolatore

Quello che state osservando è un esemplare di politico sinistroide maschio mentre invade il territorio del suo rivale: il politico destroide maschio Beta (Berlusconi).
rrrrrr
Ieri è stata fissata la data del referendum di ottobre… al 4 dicembre! Segnale certo che lascia intendere che il governo, per convincere gli italiani, ha bisogno di una campagna mediatica lunga. Insomma sa che se si votasse oggi perderebbe.
Ma la cosa più interessante, è il fatto che Renzi sa benissimo che le sue politiche ormai hanno fatto perdere la fiducia in lui degli elettori di sinistra. Quindi cos’ha deciso di fare? Acchiappare i voti che solitamente appartengono a Berlusconi, o coloro che in passato hanno ceduto al genere di lusinghe in cui B. era maestro.
Si presenta quindi da Del Debbio in un programma di dubbio gusto che è Quinta Colonna, solitamente frequentato da pensionati frustrati di destra, con una lavagnetta. Lui infatti, se non lo avete ancora capito, è il maestro e voi dovete fare i bravi discepoli, altrimenti finite in ginocchio sui ceci! A Del Debbio (che pare quasi amorfo, si beve tutto senza contrastarlo) non parla nel pieno dell’argomento Riforma Costituzionale, ma espone i suoi progetti di riforma pensionistica. E badate bene, le pensioni minime si alzeranno così tanto che non saranno più minime! Cavoli, l’anno prossimo vuoi vedere che anche lui nell’offerta 3×2 ci metterà anche le dentiere?!
Questa strategia da razzolatore (ormai l’hanno capito tutti che rottamatore non è…) lascia trasparire una disperazione per cui non posso fare a meno di gioire. Già la settimana scorsa un osservatore attento aveva capito l’antifona. Renzi si presentò dalla Gruber per affrontare il giornalista Marco Travaglio. Travaglio, come si sapeva, non gli ha fatto sconti, e Renzi ha balbettato una serie di slogan inframezzati da frecciatine ben puntate, per discreditare certo l’avversario, ma soprattutto per rendere se stesso simpatico a chi non ama Travaglio. A Renzi non interessava vincere lo scontro, gli interessava mostrare agli elettori di Berlusconi (di cui si ricorda lo scontro con Travaglio da Santoro, con la famosa spolverata di seggiola) che ha un nemico comune. Gli interessava rendersi affine, meno antipatico, per poi puntare alla fetta più corposa della torta, andare da Del Debbio e poi chissà… da Barbara d’Urso e compagnia bella.
Questo è il vero linguaggio del politico! E per chi lo sa leggere, dice molte cose.
Per ora Berlusconi lo lascia fare, è la sua strategia che questa volta non ho ancora capito. Vuole veramente che il referendum fallisca?
Alberto Fossadri

Il paradosso dell’incostituzionalità del Porcellum

Sulla sentenza della Corte Costituzionale emanata ieri riguardo la legge elettorale, più nota come Porcellum, si è aperta una vera falla nel sistema democratico costituito.

Se una legge elettorale non è costituzionale, ne consegue che non sono legittimi tutti gli eletti secondo tale legge, come se non fossero mai stati eletti. Quindi tutte le leggi promulgate da quel parlamento sono state approvate da chi non aveva nessun titolo per farlo, e allo stesso modo tutte le tasse che sono state aggiunte. Il problema si complica però considerando che tutte le persone elette da un parlamento illegittimo non hanno nessun diritto di esercitare la loro carica, e non sono valide tutte le loro decisioni.
Di conseguenza il Parlamento elegge un Presidente della Repubblica (secondo mandato senza precedenti e già oggetto di critiche sulla sua costituzionalità), senza nessun titolo per farlo. Quindi un Napolitano incostituzionale garante della Costituzione che i partiti (eletti incostituzionalmente) vogliono cambiare… ma c’è di più, i parlamentari hanno eletto anche la Corte Costituzionale, che ha delegittimato la legge, quindi gli eletti, e quindi se stessa! E di conseguenza tutte le proprie decisioni, compresa la sentenza d’incostituzionalità della legge elettorale.
Quindi se la legge elettorale è valida, allora è incostituzionale, e dunque non è valida… se invece è incostituzionale allora è stata dichiarata tale da qualcuno che non aveva il potere di farlo. Un paradosso degno di una lezione di logica.
Fortuna che il governo le leggi non le rispetta comunque…

Lorenzo Piana

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