DEMOCRAZIA? In Europa non esiste

Il MITO della democrazia è alimentato da una macchina propagandistica gigantesca che da decenni martella il cervello delle persone con il messaggio: “democrazia è bello”.

Molto simile al messaggio propagandato per 70 anni ai cittadini dell’ex-Unione Sovietica “il comunismo è bello”. Questo nonostante i massacri, le purghe, il dissesto morale, sociale ed economico e soprattutto l’asservimento di un intero popolo.

Oggi in Europa, la democrazia è solo una facciata! I trattati europei specificano la supremazia delle direttive europee (emanate dalla Commissione Europea di tecnici NON eletti democraticamente) nei confronti delle singole Costituzioni Nazionali che si rivelano carta straccia!

Il 17 aprile 2012 nella Costituzione Italiana è stato inserito  il pareggio di bilancio, conseguente all’accordo dell’11 Luglio dello scorso anno, quando abbiamo firmato l’ESM (European Stability Mechanism), praticamente abbiamo delegato ad una istituzione intergovernativa finanziaria la gestione dei fondi “salva-stati”, l’ESM appunto. Così facendo abbiamo perso un po’ di sovranità.

In Italia, le elite Neoclassiche, Neomercantili e Neoliberiste sono riuscite a distruggere prima la sovranità monetaria con l’€uro, e poi la possibilità di operare la Spesa a Deficit Positiva (punto fondamentale delle teorie di M. Keynes) con questa modifica costituzionale.

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Euro e BCE furono il parto della pianificazione di Francois Perroux nel 1943. La motivazione? Quella che ci hanno venduto solo pochi anni fa politici e giornalisti è stata l’ovvia menzogna della creazione di una moneta forte come sfida all’egemonia del dollaro. Nella realtà lo scopo era diametralmente opposto: Perroux, e altri Neoliberisti, volevano togliere agli Stati il potere di gestire la propria moneta sovrana come condizione essenziale per distruggerli, perché senza la capacità di emettere moneta “lo Stato perde interamente la sua ragion d’essere”.

Va ricordato che gli anni tra il 1920 e il 1970, furono gli anni delle nascite degli Stati sociali, il welfare, dell’organizzazione in massa del sindacalismo, dell’intervento dello Stato nelle economie per creare ricchezza, ed è superfluo citare il New Deal di Roosevelt negli USA o le grandi nazionalizzazioni in Europa. La grande massa della popolazione stava divenendo la parte ricca del paese. Le elite non l’avrebbero mai permesso!

Huntington, Crozier e Watanuki stilarono un rapporto, per famose super lobby come il Club Bilderberg, con ancora idee, strategie e dettami, ma questa volta la sofisticatezza delle 227 pagine del loro “The Crisis of Democracy (1973)” dà i brividi.

“Il funzionamento efficace di un sistema democratico necessita di un livello di apatia da parte di individui e gruppi. In passato (Prima degli anni ’60) ogni società democratica ha avuto una popolazione di dimensioni variabili che stava ai margini, che non partecipava alla politica. Ciò è intrinsecamente anti-­ democratico, ma è stato anche uno dei fattori che ha permesso alla democrazia di funzionare bene”.


In pratica si doveva indurre la popolazione a disinteressarsi totalmente delle questioni politiche ed economiche.

Ma torniamo all’Unione Europea. L’unica istituzione Europea i cui membri sono eletti è il Parlamento Europeo, ma questo non ha il diritto né di promulgare leggi né di proporle, anzi a fatica riesce a far modificare o annullare le direttive della Commissione che, come detto in precedenza, è formata da tecnocrati non eletti che sono fortemente condizionati dalle lobby.

Questo colpo di Stato politico e finanziario, come l’ha definito l’economista Michael Hudson è stato ora perfezionato a livelli inimmaginabili. Titoli astrusi come The Stability and Growth Pact, The European Semester, Preventing Macroeconomic Imbalances, The Europact, nascondono un trasferimento di potere dagli Stati sovrani alle elite che non ha precedenti nella storia delle democrazie.

In questi trattati, la Commissione Europea, in accordo con i diktat di due delle più potenti lobby finanziarie Neoliberiste del mondo, ha deciso di:

  • Inasprire le regole di bilancio sovranazionali non democraticamente scelte che stanno paralizzando gli Stati in ogni residua Spesa a Deficit Positiva per il pubblico.
  • Avere pieno controllo dei bilanci degli Stati persino prima che siano presentati ai parlamenti sovrani.
  • Interferire nelle politiche nazionali di fisco, Stato Sociale, lavoro, redditi (non si menziona mai una riduzione per le spese militari) con poteri sovranazionali.
  • Imporre penalità monetarie severe sugli Stati che sgarrano.
  • Scaricare i costi delle sue politiche pro elite sulle parti più deboli della cittadinanza europea, e di imporre regole di competitività che si basano solo sul calo dei redditi e sui tagli al Sociale.
  • Obbligare gli Stati ad adeguare l’età pensionabile in base all’aumento dell’aspettativa di vita.
  • Rendere illegale le politiche di Spesa a Deficit Positiva degli Stati UE oltre un limite estremamente ridotto.

Siamo nelle mani delle elite finanziarie che tirano i fili delle nostre vite come se fossimo marionette…

[tratto da “Il più grande crimine” di P. Barnard]
Alberto Fossadri

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Banane Insanguinate

Chiquita S.p.a nel 2007 è stata condannata per aver finanziato e armato gruppi terroristici di estrema destra in Colombia e ordinò 144 omicidi: “gli accusati (Chiquita e dieci suoi dipendenti) contrattarono, armarono e/o diressero gruppi terroristici che utilizzarono estrema violenza, morte, tortura e detenzioni illegali di individui che interferivano con le operazioni della multinazionale in Colombia”.

Ma la sanguinosa storia di Chiquita, nata dalla United Fruit Company, è iniziata molto prima. La United Fruit nel 1954 possedeva la totalità dei territori coltivabili del Guatemala, il governo che corrompeva, valutò i terreni della multinazionale come terreni di bassa rendita, in questo modo la United Fruit avrebbe pagato anche poche tasse. Quando poi al governo salì il socialista Jacobo Arbenz Guzmán, questi decise di nazionalizzare la United Fruit e distribuire i suoi territori ai contadini. Guzmán voleva pagare quelle terre esattamente come erano state valutate, cioè di bassa qualità.

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La United Fruit si apellò agli Stati Uniti. In quel momento tra i membri del consiglio della multinazionale, figuravano i fratelli John e Allen Dulles, l’uno a capo del Dipartimento di Stato Americano e l’altro della CIA.

Entrambi convinsero il Presidente Eisenhower per rovesciare il governo del Guatemala ed imporre una giunta guidata dal fascista Castillo Armas, la cui prima mossa fu quella di togliere ai contadini le terre appena acquisite e restituirle alla United Fruit. Poi tolse il diritto di voto alla metà della popolazione. In Guatemala gli USA si resero responsabili di un genocidio per impedire la tassazione sulle banane.

Ricordo che in Italia, prima della liberalizzazione del mercato delle banane negli anni ’80, il nostro paese era obbligato ad importare banane solo dalla Chiquita.

Alberto Fossadri

Di seguito il Documentario sul neocolonialismo in cui si parla proprio della United Fruit