Vaccini o non Vaccini? Cosa sono e la leggenda vaccino-autismo

 

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Negli ultimi 20 anni i vaccini sono stati presi di mira da pseudomedici e gruppi complottisti che appoggiano l’ideologia del vaccino=autismo e vaccino=$$$ per le cause farmaceutiche In realtà le case farmaceutiche guadagnano di più con gli integratori e con i farmaci da banco., in particolare quei farmaci che servono a lenire gli effetti di un’influenza ad esempio. I composti ricchi in vitamina C non risolvono la situazione dell’influenza-dura 5 giorni sia con assunzione di vitamina C che non assumendola-ma permette di lenire il malessere generale,ma non guarisce. Una bella spremuta o un succo a base di arancia hanno la stessa capacità di alleviare i malesseri parainfluenzali!)

Questa errata convinzione sovverte il significato intrinseco di vaccino, cioè preparazione atta ad indurre nell’organismo una protezione valida e protratta nel tempo contro quei patogeni che nel passato sono stati una piaga per l’Europa e il mondo intero per morbilità e mortalità.

L’idea metropolitana che l’autismo sia causato dai vaccini (in particolare quello trivalente che contiene anche la porzione immunogena del morbillo), nasce in Inghilterra, ma prima di affrontare questa storia, vorrei presentare un piccolo excursus sulla storia dei vaccini e della loro classificazione.

CHE COSA SONO I VACCINI e QUANDO SONO NATI
I vaccini sono delle preparazioni rivolte a indurre la produzione di anticorpi protettivi da parte dell’organismo, conferendo una resistenza specifica nei confronti di una determinata malattia infettiva (virale, batterica, protozoaria).

Il primo vaccino nacque per rispondere alle epidemie di vaiolo che imperversavano nel 1700 e 1800.

A cavallo di questi due secoli, un naturalista, Edward Jenner, notò che le persone a contatto con le vacche, e che si ammalavano di vaiolo vaccino, erano quasi totalmente immuni dal vaiolo umano. jennerQuindi Jenner inoculò il patogeno delle vacche nei bambini “di città”, notando che la maggior parte di loro, immunizzate con questa metodologia innovativa, non si ammalavano del vaiolo umano. Questa nuova metodologia preventiva venne quindi chiamata vaccino.

Nel 1880 Louis Pasteur fece altri esperimenti con microrganismi attenuati e notò che questo modo di immunizzazione fosse maggiormente efficace contro le malattie, soprattutto quelle mortali.

Dal 1880 in poi, la profilassi vaccinale cominciò ad entrare nel mondo medico come pratica consolidata. Grazie ai vaccini, infatti, è stata debellato il vaiolo, il cui ultimo caso mondiale fu registrato il 26 ottobre 1977 in Somalia (ben 100 anni dopo il primo vaccino!) e molte altre infezioni sono diminuite in maniera drastica, anche se questo trend sta, purtroppo, cambiando tendenza, con la ricomparsa di malattie che si pensavano quasi scomparse e sotto controllo, come la difterite.

TIPOLOGIE VACCINALI

Esistono diversi tipi di vaccini, che si possono dividere in due grandi gruppi: vaccini alla Pasteur e vaccini “biotecnologici”.

immunità

Vaccini alla Pasteur: sono costituiti da microrganismi attenuati oppure con microrganismi uccisi ma con la capacità comunque di indurre una risposta immunitaria. Il vaccino con microrganismi attenuati è costituito da microrganismi che sono stati coltivati in vitro e fatti moltiplicare 213 volte in terreni non adeguati, diminuendone al minimo la capacità infettiva. Il vantaggio dell’uso di questa tipologia vaccinale è che mantiene l’immunogenicità del virus selvaggio, ma in soggetti immunodepressi può comunque determinare l’insorgenza della malattia standard.

Nei vaccini con patogeni uccisi, la struttura del microrganismo viene mantenuta, risultando quindi un vaccino stabile e sicuro, ma ha un elevato costo di produzione, sono poco protettivi ed è necessario inoculare più volte, quindi sono meno immunogeni (cioè inducono una risposta blanda contro l’infezione).

Vaccini “biotecnologici”: comprendono sia vaccini già in uso sia vaccini in via di sperimentazione. Quelli già in uso sono vaccini subunitari: sono vaccini che vengono usati per indurre immunogenicità nei confronti di tossine batteriche, come quella del tetano (piccola precisazione: quando le particelle sono troppo piccole, è necessaria la fusione con una proteina chiamata carrier. L’unica funzione è di trasportare e permettere il riconoscimento di tale tossina da parte delle cellule deputate alla risposta immunitaria).

Esistono i vaccini coniugati, i quali hanno la stessa funzione dei vaccini subunitari.

Vaccini con antigeni purificati: sono vaccini costituiti da porzioni di microrganismi associati ad adiuvanti, cioè elementi necessari per indurre una risposta immunitaria efficace che possa rimanere nel tempo;

Vaccini con antigeni sintetici: viene utilizzata la tecnologia a DNA ricombinante, cioè gli antigeni vengono codificati direttamente in laboratorio, come il vaccino contro il Papilloma virus (HPV)

Vaccini virali in forma ricombinante: sono vaccini che servono ad infettare le cellule ed indurre una risposta protettiva da microrganismi che rimangono in forma silente all’interno delle cellule. Sono vaccini per virus definiti “non citopatici”, cioè vaccini che non lisano la cellula dopo essersi moltiplicati con l’apparato replicativo della cellula ospite.

Vaccini a DNA: sono in sperimentazione, in particolare contro l’HIV: viene utilizzato un plasmide, cioè una porzione di DNA batterico con all’interno del DNA che codifica per proteine necessarie all’HIV per riprodursi. Questo plasmide, poi, viene inserito in cellule deputate alla presentazione dell’antigene estraneo ai linfociti, le cellule dendritiche. In questo modo la cellula può produrre queste molecole e presentarle ai linfociti. Il problema è che non si conosce il funzionamento, quindi è ancora in fase tutt’ora sperimentale.

Vaccini a Cellule Dendritiche (DC): vaccini che vengono sintetizzati in laboratorio: queste cellule vengono infettate con antigeni estranei e permette loro di presentare questi antigeni ai linfociti.

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Le cellule dendritiche sono cellule dell’immunità innata (la prima barriera di difesa), che quando fagocitano patogeni o porzioni di essi, processano gli stessi e determinano un’attivazione linfocitaria T e B, cioè cellule delle dell’immunità specifica. Senza le DC, l’immunità specifica non può attivarsi. Questo processo non è unico delle DC, ma sono le più specializzate. Essendo un processo relativamente lungo e non compatibile con il decorso delle malattie classiche, questa metodologia è tutt’ora in studio per un eventuale approccio antitumorale.

COS’ E’ L’AUTISMO?ESISTE UNA CORRELAZIONE TRA AUTISMO E VACCINAZIONE?

Il disturbo noto come autismo fu identificato dallo psichiatra Leo Kanner. In un articolo del 1943 descrisse i casi di una decina di bambini che secondo lui presentavano caratteristiche comuni. Il primo di loro, Donald, sembrava per esempio completamente disinteressato al mondo e alle persone che lo circondavano, non giocava con gli altri bambini, non rispondeva al suo nome se veniva chiamato, aveva una mania per gli oggetti ruotanti, e scoppiava in bizze incontrollabili se la sua routine quotidiana veniva in qualche modo alterata. Gli altri piccoli pazienti che erano giunti all’attenzione di Kanner avevano comportamenti simili.

Kanner fu il primo a parlare di una sindrome specifica prendendo in prestito il termine “autismo” da un altro psichiatra, Eugene Bleuler, che l’aveva usato per descrivere il ripiegamento su se stessi degli adulti affetti da schizofrenia.I sintomi dell’autismo compaiono di solito prima dei tre anni, riguardano inizialmente difficoltà di linguaggio e di comunicazione, e un’apparente difficoltà di contatto emotivo, sia con i genitori sia con i coetanei, ma le sfumature e i quadri di presentazione possono essere anche assai diversi, il che rende spesso anche assai difficoltosa la diagnosi. Negli anni scorsi si è spesso parlato di un forte aumento dei casi di autismo, addirittura di un’epidemia in corso: alcune indagini effettuate nei paesi anglofoni avevano evidenziato un forte aumento del numero di casi nella popolazione. In realtà, quei numeri sono stati molto ridimensionati e si sospetta che, più che un aumento dei casi, riflettano un aumento delle diagnosi, dovuto a una maggiore consapevolezza e sensibilizzazione sul disturbo. Oggi si stima che in Italia una prevalenza attendibile del disturbo (sono poche regioni a raccogliere in maniera sistematica dati sui casi) sia di circa quattro su mille bambini, con il disturbo che colpisce, per ragioni ignote, i maschi 3 o 4 volte più che le femmine

Questa patologia grave non è comunque correlata all’uso dei vaccini. Questo attentato alla salute pubblica (non si può sminuire questa notizia con la parola “bufala” o altri sinonimi) è stato congegnato da un medico inglese ben conosciuto nell’area medico-scientifica, che è riuscito a far pubblicare su una rivista medica la notizia “sensazionale” del 1998: il vaccino trivalente causa l’autismo. Ma andiamo con ordine.

Il protagonista della vicenda è Andrew Wakefield, medico inglese che pubblicò sul “Lancet”, il più prestigioso giornale medico mondiale, il seguente articolo: “Ileal-Limphoid_Nodular Hyperplasia, Non-Specific Colitis, and Pervasive Developmental Disorder in Children”.wakefield Esso eseguì 12 biopsie tramite colonscopia su bambini con disturbi intestinali e del comportamento, 10 dei quali autistici. In questi piccoli pazienti riscontrò la presenza di infiammazioni intestinali. I genitori di 8 di questi bambini affermarono che i loro figli avevano sviluppato i sintomi dopo la vaccinazione trivalente Morbillo-Parotite-Rosolia (Mpr). La ricerca parlava chiaro: nonostante questi dati, era dichiarato espressamente che non era dimostrabile un legame tra vaccinazioni e i sintomi manifestati in quei bambini; servivano altri approfondimenti.

Nonostante ciò Wakefield organizzò una conferenza stampa sostenendo che il legame autismo-vaccino trivalente era probabile, quindi essendo pericoloso ne consigliava la sospensione. Consigliava una formulazione singola del prodotto (che non esisteva) a distanza una dall’altra. Quando i media diffusero la notizia, l’effetto fu devastante: nel Regno Unito le percentuali dei bambini vaccinati crollò dal 93% al 75%, con il picco minimo a Londra del 50%.

Le conseguenze furono altrettanto preoccupanti: dai 56 casi di morbillo in Inghilterra, si arrivò ai 1348 nel 2008 con 2 decessi. In Irlanda 100 bambini vennero ricoverati con polmonite ed edema cerebrale e 3 di essi morirono. Da malattia sotto controllo, nel 2008 il morbillo ridivenne patologia endemica.

Lo studio di Wakefield venne revisionato troppo tardi, il danno ormai era fatto. Infatti si scoprì che lo studio “scientifico” condotto da costui non era corroborato da rilevazioni di casi controllo. Cosa significa ciò? Uno studio scientifico, per essere dichiarato scientificamente valido, deve mettere a

confronto due “serie” di soggetti: la prima che ha delle caratteristiche (in questo caso bambini autistici che hanno fatto il vaccino contro il morbillo), e la seconda serie (chiamati “casi controllo”) che non hanno l’autismo e che non hanno effettuato il vaccino (cioè il contrario). In pratica, l’unica cosa che è emersa da questo studio inglese è che il morbillo può causare delle infezioni intestinali, le quali determinano la produzione di una proteina (che proteina?non si sa) e la stessa raggiunge l’encefalo e tramite qualche interazione (che non si conosce e non si immagina) determina l’insorgenza dell’autismo. Questo processo non è stato assolutamente verificato, ma solamente formulato senza nessuna tipologia di dato avvalorante questa teoria.

Wakefield fece altri studi, tutti studi che nessun specialista riuscì a riprodurre, o meglio, non si riuscì mai ad ottenere gli stessi risultati.

Wakefield venne obbligato a ritrattare, ma nel 2002 ci riprovò. Ritentò uno studio simile, ma un suo collaboratore dichiarò che il medico alterava i risultati dei tessuti intestinali: egli riportò dei risultati negativi come positivi . Affidò gli stessi tessuti alla ditta che precedentemente lo appoggiò nello studio del 1998 e quest’ultima confermò i dati del medico inglese. Il collaboratore si licenziò e chiese la cancellazione del suo nome dal lavoro.

Queste pratiche poco chiare cominciarono a girare nel mondo scientifico e 10 dei coautori chiesero di essere cancellati dallo studio: il Lancet ritirò l’articolo chiedendo scusa ai propri lettori. Nel mentre, il medico venne processato per colpa medica.

Venne alla luce, inoltre, che un avvocato inglese, legale di famiglie con bambini autistici, contattò il medico inglese per commissionare uno studio sulla correlazione vaccino-autismo, per poter intentare causa contro le aziende farmaceutiche e richiedere un risarcimento miliardario. Wakefield venne pagato ben oltre le 500mila sterline, cifra confermata dallo stesso medico dopo essere stato messo alle strette.L’avvocato, intanto, amministrava i soldi ottenuti dalle famiglie stesse tramite società fittizie.

Intanto, Wakefield brevettò i vaccini di morbillo, rosolia e parotite separati. In pratica disse: se volete vaccinare i vostri bambini, fatelo con 3 vaccini separati e in tempi diversi (nessuna azienda farmaceutica aveva brevettato i vaccini separati). In pratica Wakefield dichiara pubblicamente-senza nessun dato scientifico-che il vaccino trivalente, in particolare il patogeno attenuato del morbillo-quindi non è colpa degli altri due patogeni attenuati, causa autismo, però intanto brevetta 3 vaccini singoli, compreso quello per il morbillo. In questo modo lo stesso medico (ormai ex) afferma una cosa, per poi proporre in vendita un qualcosa che contraddice in maniera plateale la sua tesi originaria.

Mano a mano che passava il tempo vennero alla luce altri scandali: biopsie di bambini che avevano manifestato l’autismo prima di aver fatto il vaccino, biopsie normali classificate patologiche, laboratorio inadatto al tipo di lavoro (chiuse mesi dopo lo scandalo).

Diversi studi post-scandalo vennero effettuati CONTINUI E RIPETUTI STUDI e TUTTI affermarono (anche una recente review lo dichiara) che IL VACCINO NON CAUSA AUTISMO.

Questa storia/bufala continua in modo imperterrito a circolare, con siti catastrofisti e persone anti-vaccino che continuano a fare campagne antivaccinali.

Wakefield, intanto, è stato radiato dall’albo dei medici. Continua ad essere invitato in format televisivi come primo antivaccinista britannico (è anche stato assoldato da associazioni che credono erroneamente che il vaccino causi autismo) e la stessa associazione dei medici inglesi ha dichiarato il comportamento di Wakefield scorretto e disonesto. L’ex medico ha pure denunciato i membri del British Medical Journal, i quali svelarono il retroscena della truffa. Naturalmente questa denuncia non ha avuto nessun seguito legale.

ALTRI PROBLEMI LEGATI ALL’USO DEI VACCINI

Sono nate altre problematiche legate i vaccini: presunta tossicità, collegamento ad altre patologie, presunto avvelenamento: tutto questo non è stato dimostrato. Specifichiamo: è un medicinale, quindi ha degli effetti collaterali come tutti i medicinali.

I nuovi elementi che ora sono presi di mira come causa di autismo sono gli ADIUVANTI. Cosa sono gli adiuvanti? Per poter spiegare cosa sono gli adiuvanti faccio un piccolo accenno all’Immunologia. L’uomo possiede un sistema immunitario che può essere suddiviso in due grandi famiglie: l’immunità innata e l’immunità specifica. L’immunità innata è quella porzione di immunità filogeneticamente più antica, che permette di mettere in campo una difesa “uguale per tutti”, mentre l’immunità specifica è costituita da cellule istruite a riconoscere un particolare microrganismo patogeno. Però l’immunità specifica, per poter funzionare adeguatamente deve interagire con l’immunità innata, altrimenti l’immunità specifica “funziona a metà”, cioè riesce a sconfiggere il microrganismo, però non riesce a mantenere una memoria a lungo termine, ma soprattutto non riesce a specializzarsi adeguatamente. Questo determinerà, nel caso di una seconda reinfezione da parte dello stesso microbo, una risposta più bassa rispetto alle aspettative (infatti, se il nostro organismo, alla prima infezione del patogeno A, riesce a specializzarsi bene grazie ad un’ottima interazione con l’immunità innata, la seconda volta che lo incontrerà, lo debellerà facilmente, anche senza l’insorgenza della malattia-vedi le famose reinfezioni dell’influenza nello stesso anno, spesso dura molto meno rispetto alla prima infezione-, ma se non avviene questo dialogo, avremo una risposta secondaria che simula la prima volta).

Gli adiuvanti hanno il compito di stimolare in maniera adeguata l’immunità innata, per permettere un’adeguata risposta dell’immunità specifica. Un esempio di adiuvante è il SALE DI ALLUMINIO, il quale non determina una risposta antigenica da parte dell’immunità, quindi non può dare problemi allergici (visto che non determina risposta antigenica). Il sale di alluminio, quiindi, NON è TOSSICO!

Altro elemento che è stato sotto i riflettori (ma che ora non lo è più, visto che è stato tolto dalle composizioni monodose vaccinali), è il TIOMERSALE.

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Il tiomersale è un composto a base di mercurio che il nostro organismo riesce a decomporre in etilmercurio e tiosalicilato, componenti che non creano danno all’organismo (attualmente il tiomersale si trova nell’inchiostro dei tatuaggi). L’etilmercurio non è da confondere con il metilmercurio, il componenete tossico del mercurio.

Il tiomersale veniva usato come elemento conservante nei vaccini quando questi non erano monodose. Oltre per l’inutilità attuale del tiomersale nei set vaccinali, è stato tolto per principio precauzionale, ma studi hanno confermato la mancanza di correlazione tra tiomersale e autismo (infatti il tiomersale è stato tolto, ma i casi di autismo continuano comunque ad aumentare).

VACCINARSI OGGI

Bisogna vaccinarsi. E’ importante per diversi motivi. Il più importante è che permettiamo al nostro organismo di proteggersi nei confronti di microrganismi che possono deteminare l’insorgenza di patologie gravissime, che possono portare anche a morte.

Il secondo motivo importante è che più individui sono vaccinati per un certo patogeno, più lo stesso patogeno si troverà incapace di infettare e replicarsi e quindi diraderà la sua presenza, fino alla scomparsa, come è successo con il vaiolo umano. Inoltre questa vaccinazione di massa aiuta quelle persone che non sono vaccinate contro quel microrganismo e sarà minima la probabilità che quel soggetto si infetti: questo effetto secondario viene chiamato effetto gregge (quindi, carissimi non vaccinati, ringraziate chi si vaccina perché, in buona parte, protegge anche voi!). E’ il problema sorto con l’influenza H1N1 che imperversava qualche anno fa: essendo comparsa nei primi anni del Novecento (influenza Spagnola, 1918-1920, che fece 30 MILIONI DI MORTI), le persone sopravvissute erano persone che avevano sconfitto l’influenza, quindi immunizzate e non più a rischio di morire per l’influenza (se in buona salute, naturalmente. Chi ha complicanze polmonari ha un maggiore rischio di contrarre delle complicanze associate alla patologia influenzale, fino alla peggiori delle situazioni, quindi ecco l’importanza per questi soggetti ammalati di effettuare la vaccinazione antinfluenzale). Fino a quando c’è stato un numero elevato di queste persone con protezione anticorpale, questo ha permesso di evitare pandemie di H1N1, quindi un effetto gregge “naturale”. Quando è diminuita questa percentuale, ecco la ricomparsa della H1N1.

L’effetto gregge per le patologie associate a microrganismi con elevato rischio di morte e sequele gravissime, che possono portare anche a sopravvivere e non a vivere, ora, si sta mitigando a causa del numero diminuito di persone immunizzate. Gli ultimi dati sono allarmanti: secondo il Presidente della Società Italiana di Pediatria, Giovanni Corsello, c’è un calo al di sotto del 95% delle vaccinazioni contro poliomielite, tetano, difterite ed epatite B (ricordo che in Spagna è ritornato lo spettro della difterite, con la prima morte dopo 30 anni che si pensava debellata alle nostre latitudini grazie alla campagna vaccinale in atto) e il calo sotto l’86% delle vaccinazioni contro morbillo, parotite e rosolia. I vaccini hanno salvato circa 2 milioni e mezzo di vite l’anno, 5 al minuto e che, ancora oggi, una malattia come il morbillo può risultare mortale. Questo calo mette a rischio l’immunità di gregge e aumenta il rischio di insorgenza di patologie mortali.

Gli ultimi dati ci mettono in fondo alla classifica europea di vaccinati, il che mette in pericolo la salute pubblica.

Questo drastico calo ha portato il ritorno di morti per malattie come la pertosse, la difeterite, il morbillo. Inoltre ricompaiono persone che presentano i sintomi di chi ha avuto una malattia e si porte i prodromi della stessa.

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Casi di morbillo negli USA.

CONCLUSIONI

Vaccinarsi? SI

Contro quali malattie? Quelle base (Quindi morbillo, rosolia, parotite, pertosse, tetano, diofettrite, epatite B) e poi secondo indicazione medica. Prendiamo come esempio il vaccino antinfluenzale: chi deve farlo? In particolar modo persone anziane, persone con patologie che in caso di influenza possano aggravare la loro situazione, bambini piccoli.

Il vaccino può salvare la tua vita e quella altrui: non bisogna lasciarsi abbindolare da chi vuole far sembrare un complotto ciò che non lo è. Purtroppo articoli contro la profilassi vaccinale ne esitono a iosa, che hanno una cassa di risonanza talmente ampia che sta mettendo a rischio una protezione creata nel tempo, con il ritorno di patologie che hanno messo in ginocchio il mondo intero nelle epoche passate, mettendo a rischio le nostre vite e le vite dei nostri figli.

A causa di un articolo del 1998, rivelatasi falso, la voglia di cercare continuamente una colpa esterna (anche quando non c’è), ha portato ad un picco negativo dei vaccinati.

Fiumi e fiumi di parole si sono spese per sottolineare che Wakefield ha fatto delle indagini pseudoscientifiche, abbindolato dai soldi (vedi i 500mila euro dati da un legale e il brevetto del vaccino trivalente scomposto) e dalla pubblicità.

Le prove scientifiche della sicurezza dei vaccini ci sono; le prove sulla mancata sicurezza dei vaccini non ci sono, visto che queste “fantomatiche” prove si basano sull’alterata lettura
(voluta o no?) di dati scientifici, mescolando in un unico calderone tutti i vaccini, senza indicare una tipologia ben precisa, visto la variegata presenza di tipologie vaccinali viste sopra,indicano la malevolenza di certe dichiarazioni che inducono le persone ad uno stato di allerta, di paura, dove l’allerta e la paura non dovrebbe esserci.

Notizie di giudici che condannano a pagare le spese mediche di persone che sono state giudicate vittime autistiche a causa del vaccino sono fatti di ordinaria follia perché l’AUTISMO NON E’ CAUSATO DALLA SOMMINISTRAZIONE DEI VACCINI!vaccinazione

Non lasciamo vincere gli antivaccinisti. Non lasciamo vincere le malattie che i nostri avi hanno continuamente tentato di debellare e/o controllare ed hanno esultato quando c’è stata la speranza di sopravvivere a queste malattie. Facciamo vincere la razionalità e la verità: I VACCINI SALVANO LA VITA.

Bertozzi Annalisa

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Fonti:
-Immunologia cellulare e molecolare, Abul K. Abbas, Settima edizione, edizione italiana a cura di Silvano Sozzani, 2012
-Salute e Bugie, di Salvo di Grazia, Chiarelettere, 2014
http://goo.gl/kBzYNy
http://www.focus.it/scienza/salute/autismo-questo-sconosciuto

VEDI ANCHE

https://azioneprometeo.wordpress.com/2015/10/09/vaccino-o-non-vaccino-questo-e-il-quesito/

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