Vaccino o non vaccino? Questo è il quesito…

Premetto che non sono uno scienziato, tantomeno un medico, quindi non mi permetterò di affrontare il tema dal punto di vista tecnico perché ritengo di non averne le competenze. Ma su tutte le materie in cui non abbiamo competenze specifiche dovremo forse evitare di farci una nostra opinione? Certamente no, anzi, è importante che tutti ci interessiamo di tutto, ma badiamo bene a considerare verità assoluta la nostra conclusione personale. Questo è un aspetto importante in tutti i campi. Fatevi una vostra opinione, nutrite pure dei dubbi, ma se il campo non appartiene alle vostre esperienze e competenze, mantenete delle riserve, non fatevi travolgere. Sempre! Invito a leggere tutto il testo per capire come l’ho analizzato dall’esterno prima di giungere alla mia personale conclusione.

vaccino-bambinoPersonalmente ero interessato ad affrontare l’aspetto legato all’approccio con cui la gente si informa sui vaccini. Lo farò sia come appassionato studioso di sociologia, sia come ricercatore storico quale sono. Innanzitutto faccio notare l’aspetto mediatico del fenomeno antivaccinazione. La maggior parte della campagna contro i vaccini appartiene al mondo di internet. Numerosi, infatti, sono i blog e i siti dedicati alla lotta contro i vaccini.

Per prima cosa evidenzio che nella psiche del moderno “informato alternativo”, internet rappresenta la fonte più sicura in cui trovare informazione. Ovviamente è un concetto che condivido in buona parte. La differenza generale tra l’informazione tradizionale dei media mainstream e quella del web, sta nella dipendenza dal profitto dell’industria mediatica nel primo caso e la libertà intellettuale dei blogger nel secondo. Esistono però altre differenze, e non sempre corrispondono ad un vantaggio/svantaggio.
Ad esempio è stato dimostrato che l’80% delle notizie mandate in onda in televisione o scritte su un quotidiano hanno un’unica medesima fonte. Eppure rimaneggiamenti e interpretazioni rendono la stessa notizia, della stessa fonte, completamente differente a seconda che si legga L’Unità o che si guardi il TG5.
In antitesi il web è caratterizzato dal fatto che una stessa informazione può avere un numero svariatamente elevato di fonti. Questo potrebbe essere positivo dal punto di vista del pluralismo delle argomentazioni ma può dare spazio ad un contenuto verosimile in cui siano racchiuse fonti attendibili con fonti non attendibili. Questo accade per l’impreparazione professionale che spesso contraddistingue un blogger.
La stessa reinterpretazione e manipolazione che troviamo nei telegiornali e nei giornali rispetto ad una fonte primigena, avviene tranquillamente anche su internet. Un blog riprende un articolo di un altro sito rimanipolandolo, questi a sua volta aveva recuperato stralci di vari articoli in altre pagine web e così via… rendendo praticamente impossibile verificare le fonti.

Quello che è accaduto con la storia dei vaccini è invece un caso peculiare. Internet si è praticamente comportato come un media mainstream, ovvero i blogger hanno prelevato quasi tutte le loro argomentazioni da un’unica fonte: lo studio del medico Andrew Wakefield pubblicato nel 1998 sul Lancet (prestigiosa rivista scientifica). Nello studio si metteva in correlazione la vaccinazione con disturbi dello sviluppo, e il medico in una serie di conferenze sostenne che l’autismo era una conseguenza del vaccino trivalente MPR (anti morbillo, parotite, rosolia).
Lo studio fu molto contestato perché non seguiva un metodo scientifico richiesto per qualsiasi studio. Nel suo caso il campione di pazienti era ridotto e alcuni test erano discutibili, al che fu ritenuto che le conclusioni dello studio erano state forzate. Il medico consigliò di fare una vaccinazione singola per ognuna delle tre malattie, però man mano che la discussione sui vaccini è circolata in internet si è trasformata e molti sono arrivati alla conclusione che non si deve assolutamente sottoporre i bambini a nessuno dei tre vaccini. Comunque il risultato fu un crollo delle vaccinazioni di morbillo in UK con un’epidemia localizzata ad un migliaio di casi e 2 decessi. La vicenda del medico è lunga e complessa, ma termina con un secondo studio dello stesso medico che tende a sbugiardare se stesso cercando di riparare al danno.
In ogni caso, il fatto che lo stesso fronte antivaccino non è univoco (chi vuole abolire la trivalente, chi vuole dilazionare in più anni i vaccini, chi vuole abolire alcuni vaccini, chi addirittura vuole l’abolizione totale dei vaccini) dimostra che non esiste un serio studio di riferimento che li faccia concordare. Un po’ come quando nei primi secoli del cristianesimo i vescovi si riunirono per decidere quale fosse la natura della trinità. Non era scritto da nessuna parte, nemmeno sulla Bibbia, quindi ognuno interpretava a propria maniera e il movimento cristiano si spaccò: ortodossi, ariani, nestoriani, ecc presero ognuno la propria strada.

I blog antivaccino prendono spunto da altri siti che fanno principalmente riferimento a questo testo e completano con ulteriori argomentazioni legate a esperienze di casi in cui i bambini hanno subito danni o sono deceduti con il trattamento vaccinale. Alcuni casi sono fasulli, molti altri invece sono reali, altri invece vengono collegati ai vaccini quando questa relazione non è confutata dai medici. Il fatto stesso che il danno accada dopo la somministrazione del vaccino, cosa che spesso convince i genitori del nesso tra i due, non è sufficiente a sostenere tale relazione. Lo sarebbe se i casi fossero migliaia in un lasso di tempo piuttosto breve. L’esempio più pratico che viene in mente riguarda la segnalazione dell’aumento del 270% di bambini autistici dopo il vaccino. Sapendo che solo dai primi anni ’90 l’autismo viene registrato e analizzato per verificarne eventuali incrementi, mi piacerebbe sapere rispetto a cosa si riferiscano questi dati. Perché lo studio da cui prendono spunto relaziona più che altro la correlazione tra l’età dei genitori e l’autismo, vertendo sul fatto che quasi il 70% dei bambini autistici nasce da coppie con madri adolescenti o con uomini ultracinquantenni. Quindi chi utilizza uno studio finalizzato a rivelare qualcosa di diverso dalla sua conclusione, sta forzando le proprie tesi.

Leggere di singoli casi riportati come esempio influisce spesso nel convincerci della ragione degli antivaccinisti. Questo fenomeno psicologico avviene anche in altri settori e può essere facilmente analizzato secondo la scienza della sociologia mediatica. Per facilitarne la comprensione agiamo per parallelismo con il fenomeno della sicurezza.
Uno degli argomenti principali dei telegiornali sono gli episodi di cronaca nera: omicidi, rapine, stupri, ecc. Aumentare il numero dei servizi che li riguardano, o semplicemente descrivere con maggior precisione i dettagli scabrosi delle vicende, attiva la sfera emotiva del nostro cervello e indirettamente ci fa percepire minor senso di sicurezza, paura e frustrazione. Il fatto che gli omicidi riportati in televisione sia doppio rispetto all’anno precedente, non è dimostrazione che vi sia stato un aumento degli omicidi nel paese. Infatti, nonostante sembri che la sicurezza sia sempre più a rischio, i dati del Ministero degli Interni mostrano l’opposto: un netto calo negli ultimi 10 anni degli episodi di violenza, avvenuto progressivamente ogni anno.
Per questo, i casi particolari non devono mai, e dico mai, essere presi in considerazione per una ricerca da svolgere ad ampio spettro.
Sia ben inteso che ogni qualvolta troviate un caso specifico trattato in favore di un argomento generalizzato, esso è stato scelto solo ed esclusivamente per il suo valore emotivo nei confronti di voi che state accingendovi a leggere. Se devo essere convinto di qualcosa, devo essere convinto con la trattazione di un tema e con il ragionamento, non con metodi atti a colpire l’istinto e l’emotività.

Foto tratta dalla pagina Fb: Italia Unita per la Scienza

Foto tratta dalla pagina Fb: Italia Unita per la Scienza

Dopo l’attacco dell’11 settembre, con le ricevute minacce di un attacco batteriologico con il vaiolo (potrebbe essere solo stata propaganda della paura in puro stile americano), il governo degli USA mise a disposizione il vaccino del vaiolo per gli americani che lo volessero. Furono vaccinati 350.000 americani, circa 1 su 20 mila ha manifestato problemi di infiammazione cardiaca, e si sono verificati 2 decessi. I casi di decesso da vaccino esistono e sono sempre esistiti, ma a questo punto forse è più l’aspetto etico che quello scientifico a contraddistinguere la discussione. Ovviamente gli ufficiali medici dovrebbero valutare patologie e rischi per ogni singolo paziente, e queste morti non dovrebbero accadere, ma ammettendo che la perfezione è impossibile da raggiungere, possiamo sopportare la morte di pochi bambini a causa dell’inettitudine in confronto alla morte di centinaia di loro per epidemia?

Da ricercatore storico mi sento anche in dovere di insegnare come approcciarsi a tale materia. Cosa centrerà con l’argomento dite voi? Centra dal momento che i profani si approcciano alla storia considerando le dinamiche e la cultura dominante nel mondo attuale, senza calarsi nel tempo e ragionare un discorso con il pensiero e le dinamiche del passato.

Spesso il sunto della discussione sui vaccini ruota attorno ad un punto non sempre specificato, ma sicuramente sottinteso. Un concetto in linea col pensiero del lettore che percepisce la linea di principio: “i vaccini servono all’industria farmaceutica per trarre un enorme profitto”.
La mia risposta? È assolutamente vero. Questo significa che i vaccini fanno male? Non è detto. Anche con il cibo le multinazionali dell’agroalimentare fanno valanghe di soldi, ma questo significa che il cibo fa male? Forse non è salutare come una volta, forse in alcuni casi è veramente nocivo, ma mangiare è funzionale alla vita dell’essere umano? Si. Lo stesso potremo dirlo delle automobili o di altri prodotti.
Esattamente intorno a questo punto, le persone ragionano in maniera del tutto fuori luogo non considerando la storia dei vaccini che comincia nel XIX secolo! Le dinamiche finanziarie e commerciali che esistono oggi non sono sempre state le stesse. La vaccinazione in Italia fu diffusa dal medico Luigi Sacco che operava nell’allora Repubblica Cisalpina (era il periodo delle guerre napoleoniche). Non esistevano le multinazionali, ne tantomeno le società di capitali, esisteva solo un medico che diminuì drasticamente i decessi di vaiolo iniettando il virus “Vaccino” (di origine bovina) che era simile al vaiolo umano. All’epoca gli antivaccinisti erano le alte autorità ecclesiastiche, considerandolo un’insana e innaturale commistione tra uomo e animale.

Durante una ricerca storica si utilizza il rigore del metodo scientifico. Cosa significa? Il metodo può rivelarsi utile nella vita in qualsiasi forma di ricerca. Quando devo analizzare un episodio storico devo incrociare le fonti, devo contestualizzarle, posso ragionare ipoteticamente qualora le fonti non siano sufficienti a ricostruire una storia ma devo evitare forzature in ciò che non è evidente. Quello che accade nella mente di un “complottista” è essenzialmente l’opposto. Si basa sul percorso più semplice per arrivare ad una conclusione, traguardando invece la complessità del discorso.
Spesso mi è capitato di interpretare documenti di un unico archivio (ad esempio l’Archivio di Stato) in un’unica maniera. Poi, intrecciando quei documenti con quelli di altri archivi, con i giornali dell’epoca che ne davano un’interpretazione, con la cultura dell’epoca e con i fatti conseguenti, si riesce ad avere un quadro più chiaro.
Limitarsi alla semplificazione di un fenomeno per comprenderlo più facilmente è il modo migliore per sbagliarsi. Che i vaccini siano una fonte di profitto non lo escludo, ne sono sicuro. Ma dire che ogni azienda farmaceutica si comporta alla stessa maniera o dire che per questo i vaccini fanno male è oltremodo assurdo. Ed oltraggioso aggiungerei, nei confronti di persone come il dott. Jonas Salk che, scoperto il vaccino contro la poliomelite decise di non brevettarlo affinché tutti potessero godere dei frutti della scienza a basso costo.

Azione Prometeo non è un movimento politico, è un blog che cerca di stimolare un dibattito e cerca in certi casi, come questo, di evitare che in argomenti complessi come quelli scientifici vengano accettate delle verità senza riserve. Sui vaccini è tutto sicuro e chiaro allora? Forse no. Nei primi anni ’90 l’allora “poco onorevole” Ministro della Salute De Lorenzo percepì una tangente dalla Glaxo –SmithKline, una società che commercializza il vaccino antiepatite B. Il fatto che l’obbligatorietà di quel vaccino fosse stata promulgata proprio sotto l’amministrazione De Lorenzo fa sentire odor di bruciato a chiunque… Questo significa che il vaccino è pericoloso? Non si può sostenere, forse la tangente è per favorire un prodotto buono rispetto ad un altro prodotto buono ma dal costo inferiore. Chi può dirlo se non la magistratura? Io non ho le basi per sentenziare…
Qualcuno potrebbe anche obiettare che, essendo l’epatite una malattia tipica della trasmissione di sangue o delle cure dentistiche, non dovrebbe essere iniettata in un bambino prima dei quattro anni. Ma questo vuol forse dire che i vaccini fanno male? Assolutamente no, si può contestare il metodo, si può contestare l’integrità del mondo dei vaccini, ma se dei vaccini funzionavano senza interessi commerciali alla fine del 1700 non vedo perché dovremo rinunciare a una tecnologia per ritornare ai salassi del medioevo.

L’invito che vi faccio è quello di mantenere il dubbio piuttosto, ma non giungere a conclusioni forzate quando le premesse non pendono a favore di una tesi. Partite come me dal presupposto che chiunque abbia una conoscenza scientifica leggermente superiore alla nostra, con un lessico tecnico e qualche formuletta algebrica, potrebbe affascinarci con le sue argomentazioni. Se il contenuto viene poi esaltato con degli esempi che colpiscono la vostra emotività ci vuole poco per diventare noi stessi sostenitori di una nuova fede.
Interessatevi che è buona cosa, ma state sempre distaccati da cose complesse. Dopotutto 400 anni fa Galileo non poteva sostenere l’eliocentrismo, perché all’epoca non vigeva la regola del “metodo scientifico” ma del palese ed evidente. Ciò che era palese ed evidente per gli uomini dal punto di vista della Terra (ovvero che il Sole gravitava attorno ad essa) non lo era dal punto di vista della scienza.

Se volete delucidazioni tecniche relativamente al mondo dei vaccini, attendete la nostra Annalisa, studentessa in medicina (quindi per i complottisti non è ancora un medico che percepisce provvigioni illegali sui farmaci prescritti) che sta scrivendo un dettagliato articolo frutto di ricerche personali e che sarà pubblicato prossimamente sul blog.

Questa è la mia analisi, e dei consigli pratici su come affrontare le milioni di informazioni che ci giungono ogni giorno. Intestardirsi non serve, mia madre diceva che “solo gli stupidi non cambiano mai idea”. Personalmente ho cambiato spesso idea, ma in molti casi, non sempre la conclusione a cui si arriva determina una certezza. Le azioni umane sono piene di eccezioni, e non escludo che anche sui vaccini si verifichino, ma questo non farà di me un antivaccinista.

Alberto Fossadri

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Fonti:

https://www.autismspeaks.org/science/science-news/large-study-parent-age-autism-finds-increased-risk-teen-moms
– http://www.nature.com/mp/journal/vaop/ncurrent/full/mp201570a.html
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/03/04/vaccino-non-meccanismo-causa-effetto-autismo-bimbo-nacque-prematuro/1474845/
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/18/leggenda-dellautismo-causato-dai-vaccini/355655/
http://www.studiomedicodestefanis.it/Vaccini/Vaccini31.htm
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2001/06/15/de-lorenzo-condannato-andra-in-carcere.html

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One thought on “Vaccino o non vaccino? Questo è il quesito…

  1. Ottimo articolo, ben argomentato.
    Io faccio parte di quelli che lo stanno facendo ma controvoglia, e soprattutto con determinati accorgimenti:
    I vaccini in Italia sono obbligatori, ma si possono spostare e attendere che il bimbo sia più grande.
    Questa mia scelta deriva dal fatto che credo sia necessario avere il bambino capace di spiegarci il malessere. Perchè fare un vaccino a 3 e 5 mesi?
    Ci sono stati molti casi di patologie riscontrate subito dopo, in qui i medici hanno attribuito un fattore genetico sfogato in seguito. Bhè se mio figlio mi dice di avere disturbi subito dopo, non è la stessa cosa che avere un bambino di 3 mesi che piange sempre e comunque.
    Cosa ne pensate?

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