Quello che non funziona nel M5s

E’ logico che questo articolo viene da una critica personale, che a mia volta sottopongo alla critica ben accetta del lettore. Secondo i canoni etici che ho sposato trovo che diverse questioni all’interno del Movimento 5 stelle andrebbero discusse in un confronto congressuale. Non entrando nel merito del lavoro dei parlamentari, che secondo me è ottimo sia per quanto riguarda l’operato sia per quanto riguarda l’esempio, vorrei stimolare la coscienza degli iscritti su delle tematiche che, è chiaro, non sono condivise da tutti.

m5s

Punto primo, ci si è dati un regolamento e una forma organica suddivisa per compiti. Quando il movimento è entrato a far parte del parlamento italiano, senza che i membri si conoscessero; senza aver ancora sperimentato i propri meccanismi interni; la forma scelta era perfetta. Il regolamento è molto valido tutt’ora, ma la forma organica?

Ora che c’è un corpo parlamentare con l’esperienza sufficiente, e la base ha assimilato alcune pratiche (tra cui lo sviluppo di temi e l’organizzazione di incontri sul territorio a supporto dei parlamentari e dei consiglieri), direi che nella struttura organizzativa c’è qualcosa da rivedere.
E’ vero che il merito a Beppe Grillo è indiscusso, ed è vero che deve continuare a svolgere il ruolo di megafono, lui che è capace e carismatico come pochi in Italia, e che avendo concepito il movimento sa bene da quali principi nasce. Ma è altrettanto vero che questo ruolo viene adombrato da certe questioni che non appaiono chiare, e quando una cosa appare poco chiara il dubbio oscura anche le parole più belle.

Chi sottopone le domande referendarie agli iscritti? Non i parlamentari. E come vengono sottoposte le domande?
Spesso le consultazioni online del movimento sono state sottoposte ottimamente, con una spiegazione e un’indirizzo d’informazione il più super partes possibile. Ne sono un esempio le consultazioni per step sulla creazione di una proposta di legge elettorale, seguiti dal prof. Aldo Giannuli e con una spiegazione esaustiva per ogni situazione tra quelle sottoposte; un’altra è stata la consultazione per la scelta del gruppo parlamentare europeo, spiegata bene e senza forzature (anche se precedenti dichiarazioni di Beppe Grillo e suoi post hanno palesemente proteso gli iscritti verso l’UKIP di Farage).
Alcune delle chiamate a raccolta referendaria invece, sono state di tutt’altro tono, come quella per l’espulsione di Artini e Pinna. Tralasciamo pure il fatto che non si è proceduto da regolamento come nelle altre situazioni, non passando per l’assemblea che avrebbe garantito una difesa agli accusati; dopotutto se si vuole essere i portatori della civiltà sarebbe quantomeno giusto rispettare la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, che all’art. 11 recita: «Ogni individuo accusato di un reato è presunto innocente sino a che la sua colpevolezza non sia stata provata legalmente in un pubblico processo nel quale egli abbia avuto tutte le garanzie necessarie per la sua difesa». Al di là di questo, il modo utilizzado per esprimere la richiesta di espulsione non è stato per nulla democratico. Chiunque abbia letto qualcosa di psicologia può cogliere una certa tendenza in alcuni dei quesiti posti ai votanti, e sa bene come sia persuasiva una domanda posta in questa maniera:

I cittadini deputati Massimo Artini e Paola Pinna stanno violando da troppo tempo il codice di comportamento dei Parlamentari M5S sulla restituzione di parte dello stipendio [ecc. ecc.] Sei d’accordo che Pinna e Artini NON possano rimanere nel Movimento 5 Stelle?

Perchè insisto nel ritenere persuasiva la domanda? Perchè in essa è già contenuta la risposta! Non ti chiedo direttamente di votare SI all’espulsione, ma implicitamente ti sto chiedendo di conformarti al mio modo di vedere le cose. Di seguito trovi un importante e semplice esperimento al riguardo.

Dopotutto se io dicessi che sto per porti una domanda, ma qualsiasi cosa tu pensi non devi pensare ad un animale grigio, all’atto della domanda “conosci un animale con le zanne?” potresti rispondermi con “certamente, un cinghiale!” ma non potresti assolutamente negare di aver pensato ad un elefante. Questo perchè ho evocato nella tua mente un’immagine specifica a cui volevo farti arrivare, e dire che Artini ha violato il regolamento ma chiedo comunque un tuo parere equivale a dirti che “sicuramente Artini ha sbagliato” e quindi tu sai già che chi sbaglia paga, quindi la risposta è scontata. La soggezione che si cerca di usare su una massa di persone porterà spesso ad ottenere risultati superiori al 50%. Perciò quel voto, non è democraticamente valido. Se poi si considera che dalla segnalazione agli iscritti del problema, fino al termine del voto, ci sono volute poche ore… la possibilità che uno si documenti per tempo, e abbia un momento per riflettere sulla responsabilità di giudicare una persona, mettendo quindi in discussione tutto un intero operato e le conseguenze che questa scelta potrebbe avere su questa persona, è incredibile pensare a quanto il metodo sia sfasato! Dopotutto se i giurati solitamente hanno bisogno di un po’ di tempo per deliberare è anche a fronte di questo problema. Chiedere poi che uno possa difendersi lo avrei trovato un tantino più civile, altrimenti nasce nell’iscritto il dubbio che l’accusatore teme la difesa e non è sicuro della validità della sua tesi (e questo a mio avviso scredita maggiormente un movimento rispetto al malcomportamento di uno dei suoi membri).

Credo che la responsabilità dello staff non sia sempre in linea con le idee di democrazia diretta. Un direttivo come quello istituito quest’oggi con l’abdicazione di Grillo ad altri 5 eredi è già qualcosa di meglio. Ma la scelta dei 5 deputati è stata a pura discrezionalità di Beppe Grillo, e discrezionalità è indice di autorità (istituzione che ha potere decisionale in un ambito specifico o più ambiti). Sarebbe corretto che il gruppo parlamentare (eletto dalla base) possa eleggere nel proprio seno un direttivo, ratificato dalla base e con possibilità di revoca dalla base stessa per sfiducia. A questo punto, oltre al bellissimo meccanismo della partecipazione ai disegni di legge già presente, si dovrebbe istituire un format dove gli iscritti possano proporre referendum interni, al fine di togliere certe scelte strategiche dalla discrezionalità di singole persone. Se questo non avviene il movimento 5 stelle resta nell’ambito della democrazia rappresentativa anche se con delle differenze, ma non potrà mai parlare appieno di democrazia diretta.

Lo stesso discorso vale per lo staff che gestisce la strategia comunicativa. Su molto di quanto detto riguardo alle televisioni mi trovo in accordo, tempo fa scrissi un articolo sul Perchè i Mass-Media mentono, e ne conosco i meccanismi. Ma sono ancora convinto che qualche messaggio è possibile farlo passare. E non si tratta di andare alla ricerca di voti, ma i 5 stelle si devono rendere conto, e sono sempre stati i primi a dirlo, che il paese cambia solo quando cambierà la mentalità degli italiani. Quindi più che un motivo di elettorato dovrebbe essere un motivo culturale a spingere i 5 stelle a portare un’idea nuova nelle case degli italiani. Non si può sperare di ribaltare i dogmi della civiltà attuale nella mente di 40enni e 50enni solo pubblicando articoli su facebook e sul blog. Altrimenti non resta che aspettare che le vecchie generazioni muoiano… basterà attendere 40 anni, poi forse queste idee saranno accettate, ma non abbiamo tutto questo tempo, e probabilmente queste idee saranno già obsolete allora.

Poi, diciamola tutta, se il 5 stelle vuole fare un’informazione solo su internet, almeno la faccia bene diamine! Vedere post su facebook e twitter dal titolo “Hanno approvato una porcata! Guarda qui …link…” poi clicchi e appare qualche notizia vecchia di mesi, oppure il sensazionalismo utilizzato nel comunicare le notizie senza distinguere tra quelle gravi e meno gravi, tra quelle importanti e meno importanti. Tutto questo atteggiamento è sinonimo di voler solo attirare click senza apportare un vero interesse all’argomento. Nessuna anticipazione, nessuna serietà, nessuna professionalità e nemmeno una seria continuità nello stimolare i lettori verso un argomento specifico (in questo periodo ci si sarebbe dovuti concentrare sulla battaglia del Jobs Act). Conosco moltissimi grillini che hanno tolto il “mi piace” alle pagine legate al 5 stelle, tze tze, e la cosa, solo per questo motivo.

Mi piacerebbe sapere chi ha scelto lo staff comunicativo, e perchè gli iscritti non possono avere voce in capitolo, l’obiettivo che lo staff si è posto è palesemente sbagliato! L’obiettivo dovrebbe essere quello di propagare le proprie idee e far conoscere il proprio operato, non quello di attirare click a vanvera. In fondo se ci pensate, le persone realmente interessate ad un argomento sono quelle che lo approfondiscono, che ne parlano agli altri e che a loro volta contribuiscono ad alimentare la catena di informazione. Quelle appunto, che dopo 50 click sensazionalistici smettono di seguire il blog perchè perdono la fiducia nella fonte e ritengono l’annuncio uno spam senza serietà, come risultato di una divulgazione nel puro stile di Fan Page e Giornalettismo. Le altre persone invece… quei click guadagnati in più, sono proprio le persone che dopo poco si dimenticano, non approfondiscono e non aiutano a divulgare. Che la strategia comunicativa sia sbagliata lo confermano i numeri, non per aver perso voti, ma perchè sono calati coloro che si interessano di seguire i lavori dei parlamentari 5 stelle, e proporzionalmente è calata la propaganda che ognuno di loro faceva all’interno delle proprie case, dai propri nonni, nei circoli e nei bar.

Alberto Fossadri

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One thought on “Quello che non funziona nel M5s

  1. A mio avviso il movimento non funziona, perché il regime attuato da fondatori )Beppe e compagnia ) anno rinunciato alla democrazia vera nel momento in cui decidi di discutere qualsiasi cosa tramite il blog….. Scelta verticale che incide solo a livelli più o meno alti della società . Così il limite che ė simile agli altri partiti il territorio ed i suoi cittadini lasciati ai margini della società perché le scelte vengono prese dall’alto. Se questa ė partecipazione? Infatti nel miglior votazione fatta su internet si arriva a 30000 voti …. Una nicchia di voti che non porta da nessuna parte….forse gli errori fatti sino a oggi saranno determinanti per il futuro dei :5s o forse no…. Resto poco convinto del fatto che si possa raggiungere un risultato come nel 2013. Essere sfrontati , arriganti poco comunicativi …intolleranti… Saranno fattori che inciderano sul futuro del movimento. Peccato sembravano interessanti. Alessio da Assemini ( ( ca)

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