Terrorismo islamico in Europa

ISISStiamo attuando delle scelte sbagliate e un giorno ne pagheremo le conseguenze. L’occidente non ha una strategia nella lotta al nuovo terrorismo islamico, quello per esser chiari, che ripropone la jihad per l’instaurazione del califfato islamico. L’ISIS, o ISIL, come lo vogliate chiamare, attira su questa base un numero più consistente di integralisti che dall’idea di creare uno Stato Islamico sono più propensi a combattere. Arrivano da tutte le parti, anche dall’Europa e dall’America e come vediamo stanno alimentando una guerra civile senza limiti alla crudeltà. Tralasciamo per un momento il fatto che ad armarli e finanziarli, almeno fino a poche settimane fa, erano le nazioni alleate dell’occidente nell’area: Arabia Saudita e Qatar in primis, ma anche la Turchia (sempre benevola con chi ostacola i curdi nell’area).

Le azioni dei nostri governi evidenziano una totale mancanza di strategia comune, e soprattutto di visione politica a lungo termine. Mi chiedo se il nostro salvatore Matteo Renzi e la nuova stella degli esteri Mogherini si siano chiesti a quali aspetti negativi possa portare in futuro l’invio delle armi ai curdi. Perchè è vero che ora stanno combattendo contro l’ISIS, ma ricordiamo che sono un’etnia con spinte autonomiste nei confronti dell’Iraq. Una volta permessogli di costituire un proprio esercito non sarà difficile immaginare che in un prossimo futuro le loro spinte autonomiste potrebbero sfociare in qualcosa di pericoloso. Anche nei confronti della stessa Turchia, intenzionata ad entrare nell’UE. Inoltre è contestabile il fatto che le armi di fabbricazione ex-sovietica non sono monitorabili, perchè hanno un largo mercato nero, mentre se avessimo inviato armi di fabbricazione occidentale sarebbe stato più facile controllarne gli spostamenti, perchè siamo noi a gestire il mercato delle munizioni e dei pezzi di ricambio. Ma questa, appunto, è una di quelle decisioni per mettere le toppe man mano si presentano i problemi. Il punto è che queste decisioni affrettate e poco calcolate possono portare altri problemi più avanti. Insomma, un cane che si morde la coda.

Ma non è questa la mia preoccupazione principale. Le scelte occidentali e soprattutto americane di non inviare una forza militare da impiegare sul campo a livello terrestre sono comprensibili, e giustificate dall’opposizione dell’opinione pubblica. Ma intervenire con mezzi d’aviazione, martellando gli islamisti con bombardamenti mirati e non, potrebbe si migliorare la situazione sul campo, ma comporterà un cambio di politica nell’ISIS.

Immedesimatevi in uno di loro. Immaginate di essere un terrorista sulla cui testa sfrecciano droni e cacciabombardieri contro cui non avete armi ne per difendervi ne per contrattaccare. Quando l’ISIS si troverà vicino al collasso i jihadisti si sparpaglieranno per il globo, quelli che hanno cittadinanza occidentale torneranno al loro paese molto presumibilmente. E’ plausibile che l’ISIS, costretto alle corde e con l’impossibilità di attaccare i velivoli occidentali e le basi di loro provenienza, decida di estendere la politica del terrore per spingere l’opinione pubblica occidentale a ritirare ogni tipo di intervento. Dopotutto, in Afghanistan e in Iraq i terroristi facevano i loro attentati contro i soldati e le basi presenti sul territorio, perchè l’occidente era fisicamente presente sul posto ed era possibile colpirlo. Ma adesso, l’unico modo che l’ISIS avrà per colpirci e rispondere ai nostri attacchi sarà quello di infiltrarsi nei nostri territori e colpire con attentati simili a quelli di Londra e Madrid. Se poi calcolate che l’Italia è il paese che effettua minori controlli sui migranti e che riceve il maggior flusso di profughi provenienti dalle zone di guerra… è facile intuire che il rischio è veramente alto e che un nostro coinvolgimento diretto aumenta solo le possibilità che ciò accada.
Questo non significa che io sia favorevole ad un intervento diretto, anzi, ma le scelte attuate aumentano solo il rischio di estendere la tensione tra le mura di casa, e questo non credo lo voglia nessun europeo.

Alberto Fossadri

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