Migrazione: la causa è nella globalizzazione dei mercati

Traendo spunto dall’immane tragedia che ha nuovamente rivolto gli sguardi verso il mar Mediterraneo, diventato oramai il mare dei disperati, meditiamo sulle cause del fenomeno dell’immigrazione, che ai più sono sfuggenti e sottovalutate. Il sistema economico che ormai attanaglia il mondo è brutale. Con la liberalizzazione della circolazione di ingenti somme di capitale, le masse di proletari ne subiscono inesorabilmente le conseguenze. Questo brano tratto da un saggio del coltissimo Subcomandante Marcos, è una critica pungente e mostra le vere cause del fenomeno.

[…] Abbiamo parlato prima dell’esistenza di nuovi territori, alla fine della III Guerra Mondiale [la guerra fredda], che speravano di essere conquistati [gli antichi paesi socialisti] e di altri che dovevano essere riconquistati dal “nuovo ordine mondiale”. Per ottenere questo, i centri finanziari hanno condotto una triplice strategia criminale e brutale: proliferano le “guerre regionali” e i “conflitti interni”, i capitali imboccano vie di accumulazione atipiche, e si mettono in moto grandi masse di lavoratori.
Il risultato di questa guerra di conquista mondiale è una grande giostra di milioni di migranti in tutto il mondo. “Straniere” nel mondo “senza frontiere” promesso dai vincitori della III Guerra Mondiale, milioni di persone subiscono la persecuzione xenofoba, la precarietà del lavoro, la perdita dell’identità culturale, la repressione poliziesca, la fame, il carcere e la morte. “Dal Rio Grande
americano allo spazio Schengen ‘europeo’, si conferma una doppia tendenza contraddittoria: da un lato, le frontiere si chiudono ufficialmente alle migrazioni di lavoro, per l’altro, interi rami dell’economia oscillano tra l’instabilità e la flessibilità, che sono i mezzi più sicuri per attrarre la manodopera straniera” [Alain Morice, op, cit.]. Con nomi diversi, subendo una differenziazione giuridica, dividendosi una eguaglianza miserabile, i migranti o rifugiati o delocalizzati di tutto il mondo sono “stranieri” tollerati o rifiutati. L’incubo della migrazione, quale che sia la causa che la provoca, continua a rotolare e a crescere sulla superficie del pianeta. Il numero di persone che sarebbero di competenza dell’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati [Acnur] è cresciuto in modo sproporzionato dai due milioni del 1975 a più di 27 milioni nel 1995. Distrutte le frontiere nazionali [dalle merci], il mercato globalizzato organizza l’economia mondiale: la ricerca e il disegno di beni e servizi, così come la loro circolazione e il loro consumo sono pensati in termini intercontinentali. In ogni parte del processo capitalista il “nuovo ordine mondiale” organizza il flusso di forza lavoro, specializzata e no, fin dove ne ha bisogno. Ben lontani dal subire la “libera concorrenza” tanto vantata dal neoliberismo, i mercati del lavoro sono sempre più condizionati dai flussi migratori. Quando si tratta di lavoratori specializzati, e anche se questa è una parte minore delle migrazioni mondiali, questo “travaso di cervelli” rappresenta molto in termini di potere economico e di conoscenze. Però, si tratti di forza lavoro qualificata o semplice manodopera, la politica migratoria del neoliberismo è più orientata a destabilizzare il mercato mondiale del lavoro che a frenare l’immigrazione.
La IV Guerra Mondiale, con il suo processo di distruzione/spopolamento e ricostruzione/riordinamento provoca lo spostamento di milioni di persone. Il loro destino sarà di continuare ad essere erranti, con il loro incubo sulle spalle, e di rappresentare, per i lavoratori impiegati nelle diverse nazioni una minaccia alla loro stabilità nel lavoro, un nemico utile a nascondere la figura del padrone, e un pretesto per dare senso all’insensatezza razzista che il neoliberismo promuove.
Il tutto si può riassumere con una figura retorica: un cerchio. È il simbolo dell’incubo errante della migrazione mondiale, è una giostra del terrore che gira per tutto il mondo.

POTREBBERO INTERESSARTI:
Il WTO e la globalizzazione
La guerra dell’Euro
E l’Italia esporta armi alla Siria
Quanto vali da morto per un’azienda?

Fonte: La quarta guerra mondiale è cominciata [Subcomandante Marcos]

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...