Spari a Palazzo Chigi: è Strategia della Tensione?

Questo articolo non vuole affrontare il grave fatto compiuto questa mattina davanti a Palazzo Chigi, e che ha coinvolto tre persone di cui due carabinieri, con la solita dietrologia, ma è opportuno porre qualche punto interrogativo e sollevare dei dubbi importanti visto che è forse in gioco la democrazia.

Il dubbio mi sorge spontaneo vedendo i telegiornali che raccontano l’episodio classificandolo come gesto di uno squilibrato, di un folle. Molti telegiornali non avevano ancora la fotografia o altri dati dell’uomo ma già lo classificavano “con problemi psichiatrici”. La psichiatria si è già espressa? Non credo così velocemente, forse in redazione avevano cartelle cliniche dell’individuo? Ma come, gli unici dati che erano certi parlavano di un uomo vestito in giacca e cravatta… formidabili questi giornalisti. Non hanno nemmeno pensato all’ipotesi del disperato gesto di un uomo segnato dalla crisi, come se non fosse probabile, visto che anche il fratello dell’uomo ha riferito che non si trattava di un folle. Ma più d’ogni altra cosa, ad ogni idiozia sparata dal televisore aumentava in me il dubbio della Strategia della Tensione. Questo dubbio è alimentato dal fatto che nessun notiziario abbia minimamente pensato a questo tipo di ipotesi, nonostante la storia del nostro paese sia ricolma fino all’orlo di stragi, sommosse e omicidi perpetrati da terroristi dietro a cui si nascondeva un’oscura regia di criminali con la poltrona negli uffici delle istituzioni.

Eppure, se il Preiti ha sparato senza che fosse presente alcun politico (se il suo obiettivo erano i politici) perchè è andato di fronte a palazzo Chigi a sparare ai carabinieri? Di fronte alle decine di telecamere? Non vorrei generalizzare, ma la provenienza stessa dell’uomo può far sorgere altri dubbi che andrebbero chiariti. Non per ragionare a stereotipi, ma Rosarno è una cittadina abbastanza famigerata per la potenza e il numero di affiliati alla ‘ndrangheta. Chiarimenti giustificati dal fatto che la strage di Gioia Tauro dove venne fatto saltare e deragliare un treno, venne eseguita da terroristi in combutta con le ‘ndrine locali. Tempo dopo si scopri una matrice politica, di Stato. Anche l’attacco ad alcuni carabinieri non è un fatto isolato. Certamente nota è la strage di Peteano dove persero la vita 3 carabinieri per una bomba. Lo scopo era accusare del gesto i comunisti, o gli anarchici, ma l’attentato era stato organizzato da una cellula neo-fascista e il materiale impiegato aveva origini NATO che proveniva dai famosi “nasco”: i nascosti depositi di armi delle sezioni speciali dei servizi segreti come Gladio che erano sparpagliati sul territorio. Come ebbe a dire l’autore del colpo, Vincenzo Vinciguerra, che sta scontando l’ergastolo, l’obiettivo era creare disordine pubblico per garantire l’ordine politico.

Il ministro della polizia Fouché

La strategia della tensione ha una storia datata, l’inventore fu il ministro della polizia francese Joseph Fouché, che aiutò Napoleone nel colpo di stato del 18 brumaio (9 novembre). Fouché tenne viva la paura della gente nei confronti di certi tentativi di ripristino della monarchia in Francia da parte di sostenitori dell’Ancien Régime. Come fece? Stimolando alcuni gruppi eversivi a cui lasciava briglia sciolta e che compivano atti simili a quello accaduto oggi. Per paura di perdere i vantaggi sostenuti con la Rivoluzione, questi fatti giustificarono il continuo e crescente accentramento di potere nelle mani dello Stato fino al punto che, per timore di un ritorno alla monarchia, i francesi accettarono Napoleone Imperatore…

La guerra fredda in Italia, e non solo, venne affrontata allo stesso modo. Creare un problema per innescare la reazione della popolazione ed offrire loro una soluzione che in altre situazioni non sarebbe digeribile, ma che viene presentata come “necessaria”. Esattamente come si fa con una crisi economica invocando l’austerity: il male necessario. E’ stata la scusa di ogni tiranno e spero che non debba ripetersi.

Se così fosse, la prima mossa di lor signori sarà la chiusura delle piazze antistanti i palazzi del governo per motivi di sicurezza. uello che farebbe più schifo, sarebbe il sacrificio di alcuni carabinieri per giungere ad una soluzione politica accettata. Ma per ora, prevale la tesi dello squilibrato, come in ogni occasione, a cui non sono più disposto a credere.

Alberto Fossadri

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