Privatizzato l’intero patrimonio genetico

Secondo due studiosi della Cornell University i brevetti sui frammenti lunghi di Dna coprono il 41% del genoma umano, quelli sui frammenti più piccoli ne arrivano a coprire il 99,999%. Una tendenza preoccupante, che interessa di più l’ufficio brevetti statunitense che il corrispettivo europeo. A breve la Corte suprema degli Stati Uniti deve esprimersi sulla brevettabilità dei geni Brca1 e Brca2, “naturali”, nel nostro DNA per nascita, eppure isolati in laboratorio dalla Myriad Genetics, società che, nell’attesa della sentenza, ne detiene i brevetti. La Corte Suprema dovrà esprimersi sull’ingegnosità della ricerca e, appuratane l’originalità e l’imprescindibilità ai fini dell’isolamento dei due geni, confermare la proprietà dei brevetti e stabilire se questi si estendono alle catene di Dna contenute all’interno e che, secondo i due ricercatori, svolgono funzioni diverse da Brca1 e Brca2. Christopher E. Mason intanto avvisa: “Se questi [sui geni Brca1 e Brca2, ndr] brevetti saranno rinforzati, avremo perso la nostra libertà genetica”.

E’ giusto che dei privati brevettino il DNA o qualsiasi forma biologica che non è stata inventata ma che è naturale? Anzi, è giusto brevettare una forma di vita? Dobbiamo porci questa domanda ed iniziare a vedere come ha avuto inizio tutto questo.

L’inizio della corsa al brevetto si ebbe a partire dal 1980 quando la Corte Suprema degli Stati Uniti dette ragione alla General Electric che aveva richiesto il brevetto per un batterio in grado di ripulire i mari e le coste dai residui dei disastri petroliferi. La legge americana infatti vietava fino ad allora la brevettazione di qualsiasi forma di vita. In sostanza Ananda Mohan Chakravarty scopre che rimescolando i geni di un batterio già esistente se ne può ottenere uno capace di decomporre il petrolio. La sua compagnia, per timore che altri potessero sfruttare la scoperta, chiede che gli venga riconosciuta la paternità su questa nuova forma di vita che nuova certamente non è (Chakravarty si è limitato a ricombinare dei geni, non è un inventore né un creatore di vita). La Corte Suprema, nonostante le pressioni di importanti avvocati come Andrew Kimbrell che vedono in questa sentenza un pericoloso via libera ad ogni tipo di brevetti sul vivente, interpreta l´intervento di ingegneria genetica di Chakravarty come “produzione umana” e gli concede quindi il diritto di proprietà sulla sua “invenzione”. Nasce così il primo brevetto su una forma di vita, creando un pericoloso precedente.

Esiste però anche un movente geopolitico oltre che economico, alla fine degli anni ´70, infatti, il governo USA comincia a rendersi conto del crescente divario tecnologico che rischia di portare il Giappone alla guida dell´economia mondiale. È per questo che gli USA si mettono di buona lena a cementare il proprio vantaggio industriale anche tramite l’utilizzo di tecnologia biologica.

Certo, per ora una società non può brevettare, clonare o modificare un essere umano, per ora. Ma già oggi le cose potrebbero mettersi male, se la sentenza della Corte Suprema americana dovesse dare ragione alla Myriad Genetics. Infatti, i due geni imputati: Brca1 e Brca2, sono due importanti geni la cui mutazione espone le donne a un più elevato rischio di cancro al seno. Nel caso in cui questi geni siano coperti da Copyright ogni qualvolta l’analisi di un ospedale dovesse trovarli, dovrebbe forse pagare i diritti alla Myriad? Questo vorrebbe dire che per un ospedale “converrebbe” non trovare tumori al seno?

Ma è possibile che della compagnie multinazionali spendano milioni di dollari per brevettare DNA e geni umani per non farne nulla? Consideriamo che prima della sentenza del 1980 non sarebbe stato possibile ricreare la vita in laboratorio, ma le grandi società già stavano selezionando il patrimonio genetico animale e vegetale. Dopo il 1980 è stato il boom di società dell’agroindustria, sempre a caccia di nuovi sistemi per accaparrarsi l’esclusiva sulla vita: vogliono brevettare frutta, verdura, animali. Colossi come Monsanto, l’inglese Plant Bioscience, o come la Pioneer, leader mondiali degli Ogm.
Fa paura pensare che le grandi Corporations abbiano già in mano le chiavi di lettura della vita umana, e che aspettino solo il giorno per poterle utilizzare. E’ un potere troppo grande perché venga gestito da noi, che non siamo nemmeno in grado di evitare lo sfruttamento intensivo della terra, figuriamoci cosa potremo fare con il potere di Dio.

Alberto Fossadri

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Fonti:
-http://scienze.fanpage.it/i-ricercatori-della-cornell-university-attenzione-il-vostro-dna-non-vi-appartiene/
-http://pacifici-net.it/biologia/Biotecnologie/I%20brevetti.htm
-http://www.buonpernoi.it/ViewDoc.asp?ArticleID=1374
-http://www.corriere.it/salute/13_marzo_28/intero-dna-umano-coperto-da-brevetti_e3946da8-9773-11e2-8dcc-f04bbb2612db.shtml
-http://www.ioacquaesapone.it/articolo.php?id=1189

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One thought on “Privatizzato l’intero patrimonio genetico

  1. Abbastanza micidiale la cosa. Il passaggio fondamentale sarà forse la reazione alla sentenza americana: posso anche dire di si, ma bisogna vedere se gli altri faranno altrettanto.

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