Evoluzione economica dell’Italia

Breve excursus storico del sistema economico/monetario dell’Italia

1944: Bretton Woods. Gli USA impongono un sistema monetario a cambi fissi basato sul dollaro, convertibile in oro (gold standard). Il dollaro diventa valuta di riserva mondiale. I paesi mondiali dovevano mantenere fisso il cambio della loro valuta col dollaro. Creazione del Fondo Monetario Internazionale (FMI), per aiutare gli stati in difficoltà con i pagamenti

1960: il dilemma di Triffin. Gli USA stampano moneta solo per sé stessi (ma allora il mondo in crisi del secondo dopoguerra non avrà di che comprare i loro prodotti) oppure stampano per tutti per favorire la ripresa mondiale e le loro esportazioni (e allora rinunciano alla convertibilità in oro)?

1961: Mundell (uno dei padri dell’euro) pubblica la teoria delle Aree Valutarie Ottimali (AVO) che gli varrà il Nobel. Un’AVO deve avere perfetta flessibilità di prezzi e salari e perfetta mobilità di capitali e fattori produttivi.
Altrimenti in caso di crisi é destinata a crollare. In pratica, in un’unione monetaria di paesi diversi in cui sopraggiunga una di crisi, o i paesi in difficoltà accettano deflazione salariale e/o emigrazione, o l’unione crolla. Vi ricorda qualcosa?

1971: Nixon shock. Si avvera la previsione di Triffin. Nixon abolisce il gold standard, tutte le monete mondiali si sganciano dal dollaro e il loro cambio comincia a fluttuare (situazione attuale). Fu il ragnarok valutario? Mhhhh…No!

1973: primo shock petrolifero. La guerra in Yom Kippur fa quadruplicare il prezzo del greggio e provoca recessione e inflazione a due cifre in tutto il mondo. Inizia l’austerità energetica. Nel 1976 la lira per difendersi svaluta del 50% e l’Italia torna a crescere

Rapporto Debito-PIL1979: l’Italia entra nel Sistema Monetario Europeo (SME). Ovvero una piccola Bretton Woods. Gli stati europei membri si impegnavano a mantener fisso il cambio rispetto all’ECU (European Currency Unit). L’ECU era un’unità di conto il cui valore era dato dalla media dei cambi valutari dei paesi membri. NON viene previsto alcun ente per aiutare i paesi in difficoltà. Rivoluzione
iraniana e secondo shock petrolifero. Il prezzo del greggio triplica, con le stesse conseguenze recessive e inflazionistiche del ’73. Eh sì, la superiflazione non era dovuta alla nostra stampa difensiva di moneta…

1981: divorzio tesoro-Banca d’Italia. Il governo Andreatta, per “bloccare l’inflazione”, cancella l’obbligo per la banca centrale di acquistare titoli di stato italiani. Viene abolito il vincolo di portafoglio (obbligo per le banche italiane di detenere una quota minima di titoli di stato italiani), il che rende oggi lo stato ricattabile dalle banche stesse (“o fai xxx o noi vendiamo i tuoi titoli. E salutaci lo spread…”). L’inflazione cala, ma solo perché il prezzo del petrolio cala del 75%… In compenso esplodono tassi di interesse, spesa pubblica per interessi, debito pubblico e disoccupazione

1987: entrata nello SME credibile. Nello SME erano previsti periodici aggiustamenti dei cambi valutari, che dovevan fluttuare intorno alla media (“serpentone monetario”), ora non é più possibile. Di fatto é come un’unione monetaria completa. L’elevata inflazione italiana inizia a logorare la competitività dei nostri prodotti rispetto al centro europa.
Né SME credibile né divorzio furono decisioni prese dal parlamento né dal consiglio dei ministri. NESSUNA legittimazione democratica!

1992: la lira esce dallo SME. Il governo Amato, dopo aver abolito le ultime vestigia di indicizzazione dei salari (la “scala mobile”, già pensionata da Craxi nell’85), é costretto a svalutare la lira del 20% (dall’insostenibilità di un cambio fisso sopravvalutato rispetto ai fondamentali economici italiani e non certo dalla speculazione di Soros né da mistiche svalutazioni “competitive”…). L’inflazione cala di 1 punto, la crescita del PIL é sul 3%

1994: abolizione della distinzione fra banca ordinaria e banca d’affari. Viene abolito il famoso Glass-Steagall act del 1933. Diviene possibile operare sui mercati a fini speculativi anche per enti bancari che dovrebbero occuparsi unicamente di garantire il credito e il risparmio dei cittadini. I salvataggi statali di istituti in sofferenza in Europa non si conteranno più, con grave ricaduta sui debiti pubblici e sul risparmio privato…

1996: la lira rientra nello SME. Il premier Prodi ottiene il riallineamento con i parametri di Maastricht con la durissima tassa sull’Europa, promettendo prosperità per tutti e credibilità internazionale in cambio di una valuta sopravvalutata e dal valore rigido e prefissato. Nonsense…

1999: entrata dell’Italia nell’euro. Vi ricordate il meraviglioso cambio 1000 lire=1 euro regalatovi dal pressapochismo nei controlli del governo Berlusconi sulla transizione lira-euro? Si, in teoria era 1 euro=1936,27 lire… in teoria. Conseguente crollo del potere d’acquisto in Italia

2003: prime riforme Hartz del mercato del lavoro tedesco. Vengono offerti minijobs pagati 400 euro al mese senza contributi, finanziando i necessari ammortizzatori sociali con la spesa pubblica, sforando i parametri di Maastricht. Politica feroce di deflazione salariale competitiva e repressione della domanda interna tedesca. Ora più di 7 milioni di lavoratori tedeschi hanno un minijob (di cui 5 come unica occupazione). Il 20% della loro forza lavoro é sottopagata e l’iniquità sociale é ai massimi storici

2007: crisi dei mutui subprime negli USA e fallimento della banca Lehman Brothers. Poi la crisi ha colpito duro anche qui.

Ma cosa sapete DAVVERO sulla crisi finanziaria?

Vedi Anche:
NeoMercantilismo tedesco
L’Italia SVENDUTA, le privatizzazioni degli anni ’90

Fonte: https://docs.google.com/file/d/0B2cL2pcctxDed3FheU1reTlxdFk/edit?usp=sharing&pli=1

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