Camorra e riciclaggio a Rovato (BS)

IL BLITZ. L’operazione anti-riciclaggio «Fulcro» della Direzione investigativa antimafia di Napoli ha toccato anche la nostra provincia. In Franciacorta sequestrati  un negozio di lusso con magazzino. Un affiliato del clan Fabbrocino teneva i contatti con il Bresciano

 

Brescia, e in particolare la Franciacorta, erano una delle «lavatrici» del denaro sporco della camorra. A Rovato era aperto uno dei punti vendita della rete di negozi di lusso che riciclavano i proventi dell’attività illecita del clan Fabbrocino. Un terminale di un network nazionale di attività commerciali e imprenditoriali controllate dalla holding della criminalità organizzata disarticolata dall’operazione «Fulcro» della Direzione investigativa antimafia di Napoli. Emblematici i numeri del blitz: ventiquattro le ordinanze di custodia cautelare in carcere eseguite, quattro le persone ricercate. Trentasei i sequestri

di immobili e imprese per un valore di 112 milioni di euro di proprietà di persone ritenute, a vario titolo, appartenenti o fiancheggiatori del clan Fabbrocino. Oltre che nell’area vesuviana, culla della camorra, i sigilli sono scattati a Bergamo, Mantova, Milano, Roma e Frosinone. A Rovato sono stati sequestrati un negozio di abbigliamento e un magazzino. L’organizzazione criminale – spiega la Dia – dopo l’arresto e la condanna a due ergastoli del capo storico del clan Mario Fabbrocino, era retta dal 2005 da Biagio Bifulco, che per due anni è stato sottoposto alla libertà vigilata a Brescia a seguito di una fittizia assunzione in una ditta d’abbigliamento con sede in città. Ditta che è stata riconducibile allo stesso Bifulco, uno dei destinatari della misura cautelare in carcere. Quest’ultimo, secondo la ricostruzione della Dia, avrebbe approfittato della sua permanenza in Lombardia per estendere i traffici illeciti e, in particolare, le attività di riciclaggio. Bifulco organizzava summit di camorra nella sua abitazione dettando l’agenda per reinvestire in queste zone i proventi dell’attività criminali compiute su suo ordine nel territorio del «vesuviano» dai suoi affiliati. L’ORGANIZZAZIONE con radicamenti anche nel bresciano era quindi egemone nella zona ai piedi del vulcano, imponeva con sistematicità il proprio controllo su tutto il territorio, sottoponendo imprenditori e commercianti al pagamento di tangenti estorsive su tutte le attività d’ingente valore economico e preferendo, per ragioni di gestione del consenso, «non imporre tangenti ai piccoli commercianti o imprenditori anche perchè, negli utimi anni, si era fatta più concreta la conseguenza negativa legata a possibili denunce da parte degli estorti». IL CONTROLLO del territorio, secondo la Dia, era capillare. Ma il capitolo più allarmante disvelato dalle attività investigative è stato quello relativo all’imposizione di tangenti estorsive imposte dal «clan Fabbrocino» su pubblici appalti relativi sia alla raccolta dei rifiuti solidi urbani nei comuni rientranti nel territorio controllato dall’organizzazione criminale, sia ai lavori per la realizzazione di alcuni tratti della ss 268. In relazione alle quali sono state versate alle ditte aggiudicatrici degli appalti, tangenti tra il 3 ed il 5% dell’importo dei lavori. MA LO SPACCATO che emerge dalla realtà criminale del «clan Fabbrocino» evidenzia soprattutto la capacità imprenditoriale dei singoli affiliati e dell’organizzazione nel suo insieme.  Secondo la Dia, infatti, tale «clan» si connota principalmente per il fatto che tutti i suoi affiliati svolgono stabilmente l’attività imprenditoriale soprattutto nel settore dell’abbigliamento e del commercio d’alimenti, con una grande capacità d’infiltrazione in regioni del centro e del nord Italia.  Il giro d’affari di ogni supermercato, ritiene infine la Direzione investigativa antimafia, è di circa 100 milioni di euro all’anno.  A questi si aggiungono le fabbriche tessiili e stirerie del «vesuviano» con punti vendita realizzati con eleganti negozi a Bergamo e Brescia e facenti riferimento, tramite prestanomi, a Biagio Bifulco.

Fonte: BresciaOggi

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