Picco petrolifero raggiunto?

Forse non ancora, ma certamente questi anni sono il momento storico in cui si verificherà ciò che abbiamo sempre temuto: il cosiddetto peak oil”.

Tecnicamente si parla del momento in cui la domanda di petrolio raggiunge l’offerta del mercato. Superata tale soglia il mercato non riesce più a garantire una quantità sufficiente di greggio rispetto a quello che effettivamente viene consumato. L’innalzamento dei prezzi, l’aumento della produzione di greggio tramite nuove trivellazioni o sistemi più tecnologici per estrarlo, tengono a freno la domanda, ma ora con la spropositata crescita demografica (7 miliardi di persone) e con lo sviluppo di altri paesi, soprattutto asiatici, ma anche sudamericani, non siamo più in grado di far fronte alla domanda in crescita esponenziale.

Secondo il Pentagono, il «Joint Operating Environment 2010», il rapporto che il comando supremo della forze armate americane prepara ogni due anni, per delineare lo scenario in cui la superpotenza Usa si troverà ad agire nei mesi successivi. Il messaggio è netto ed inequivocabile. Entro il 2012, potrebbe esaurirsi ogni capacità di riserva del sistema petrolifero mondiale ovvero, non ci sarà più alcun surplus nell’estrazione. Il testo delinea uno scenario per cui già nel 2015 il mercato sarà in grado di fornire solamente il 90% della domanda. Il testo estratto dal rapporto parla chiaro:

La frequenza con cui sono state scoperte nuovi pozzi di petrolio e falde di gas negli ultimi vent’anni – con la sola eccezione del Brasile – non lascia spazio all’ottimismo per gli sforzi del prossimo futuro. Nel 2030 il mondo avrà bisogno di centodiciotto milioni di barili al giorno, ma saremmo in grado di produrne solo cento. Nel 2012 il surplus della produzione sarà scomparso, e già nel 2015 il crollo della produzione porterà a una sua riduzione di almeno dieci milioni di barili al giorno.

Anche l’IEA – l’agenzia europea che si occupa del monitoraggio delle fonti di energia – ha previsto che da quest’anno non ci sarà più alcun surplus nella produzione di petrolio.

Si deve riflettere su quanto si parla oggi dei sostituti del petrolio: biocombustibili, sabbie bituminose, olio da scisti e cose del genere. Avrete anche sentito parlare della ‘nuova era del petrolio’ e vi hanno detto che è una cosa buona. Ma le ‘nuove’ risorse non lo sono affatto, sono note perlomeno da decenni. E sono inefficienti e costose; anche di questo ve ne sarete accorti, se non altro dai prezzi della benzina. Siamo costretti a usarle solo perché abbiamo passato il picco; ci servono per mascherare il declino.

Ma il problema non è quanto a lungo potremo mascherare il picco: è che con queste risorse stiamo facendoci dei danni enormi: usando risorse inefficienti stiamo generando più gas serra a parità di energia prodotta. Il cambiamento climatico sta accelerando, come avete visto da quello che è successo ai ghiacci del Polo Nord, questa estate.

E’ necessario avviare subito un programma di governo basato sulle fonti di energia alternativa e rinnovabile e contemporaneamente potrebbe servire lo sviluppo di un mercato secondo i criteri della decrescita felice.

Alberto Fossadri

Fonti:
http://www.ilpost.it/2010/04/26/picco-petrolio-pentagono/
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/04/21/il-petroliere-ma-il-pentagono-avverte-tra.html
http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/24/decrescita-e-picco-del-petrolio/361723/

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