50 anni senza Enrico Mattei

Azione Prometeo ricorda la tragica scomparsa di un uomo che più di qualsiasi altro politico, imprenditore o “professore” dal dopoguerra ad oggi, ha cercato di restituire all’Italia la sovranità nazionale che le spetta.

Enrico Mattei riorganizza l’industria energetica italiana e con l’ENI la spinge a competere con le grandi aziende del settore petrolifero: le Sette Sorelle (Esso, Shell, BP, Mobil, Texaco, Chevron, Gulf Oil). Iniziò a sondare il territorio italiano in cerca di petrolio, con scarsi successi. Trovò però la forte presenza di gas naturale nella pianura padana e decise di sfruttarlo, spingendo soprattutto per l’uso domestico. Fu così che nacque l’utilizzo odierno di metano per la cucina e per il riscaldamento delle abitazioni. Consuetudini che vennero poi esportate in Europa (quando noi italiani influenzavamo il mondo). I profitti dal metano gestiti oggi da SNAM, servivano per lanciare l’azione italiana di AGIP alla conquista di fette importanti del mercato petrolifero. Fu così che si scontrò con l’oligarchia delle potenti aziende anglo americane, ma il presidente Mattei era deciso più che mai a far crescere la capacità energetica dell’Italia e con lui cresceva l’economia del paese in pieno boom economico. Il suo sogno si riflette fino ad oggi.

Purtroppo non si può dire che l’ENI oggi possa considerarsi l’erede di Mattei, infatti con l’obbligo (da parte del governo Monti) di svendere SNAM, da cui abbiamo detto arrivano i proventi del gas, l’ENI si ritrova come un gigante con le gambe d’argilla. Non può infatti competere con i colossi americani proprio perchè ha perso l’appoggio di SNAM. Se lo Stato italiano, nell’ondata di privatizzazioni che si prefigura all’orizzonte, dovesse vendere la sua quota di possesso dell’ENI (circa il 30%) gli acquirenti più probabili a una proposta tanto appetibile chi sarebbero? Probabilmente proprio quelle società contro cui Enrico Mattei ha lottato. Eliminando in questo modo l’ultima forma di sovranità nazionale che ci era rimasta: quella energetica.

Basti pensare che l’ENI figura come la più grande multinazionale italiana, ma non supera i 100 miliardi di euro di fatturato, meno della metà, per rimanere nel settore energetico, di concorrenti del calibro di Royal Dutch Shell (237 miliardi) o ExxonMobil (226 miliardi).
Di seguito è riportata una importante intervista fatta nel 1960 all’allora Presidente Mattei, con una breve introduzione.

Alberto Fossadri


Fonti: http://economia.panorama.it/Le-multinazionali-italiane-tutte-sotto-i-100-miliardi

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One thought on “50 anni senza Enrico Mattei

  1. Mattei guardava al futuro, raccoglieva le sfide. Faceva innovazione. Noi siamo qui a dire che dobbiamo difenderne l’eredità, e la cosa strana è che probabilmente lui stesso non sarebbe d’accordo. Ormai per l’Italia gli idrocarburi non sono il futuro: sono il passato. Stiamo attenti a non morire di stenti nella difesa ad oltranza di un modello industriale che non possiamo più permetterci.

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